Ennesimo crollo a Roca. M5S allerta sul rischio geologico per le coste

I consiglieri Trevisi e Falco denunciano: "La falesia è a rischio, necessaria la messa in sicurezza. La ricerca e l'innovazione scientifica ci possono aiutare"

MELENDUGNO - L'ennesimo crollo lungo la fascia costiera di Melendugno, verificatosi nei giorni scorsi, ha fatto scattare in piedi gli esponenti locali del Movimento 5 stelle che hanno rilanciato l’allarme, chiedendo interventi urgenti per limitare l’azione erosiva del moto ondoso. Cosa è accaduto? Un mareggiata ha provocato un cedimento presso la spiaggia di Roca; è crollata la scaletta in pietra realizzata per agevolare l’accesso al mare di turisti e bagnanti, i gradini si sono staccati di colpo e la scaletta è sprofondata in acqua. 

"Un episodio non isolato - commentano il consigliere regionale Antonio Trevisie e il collega al Comune di Cavallino, Giampaolo Falco - che va ad aggiungersi ad altri distaccamenti del costone roccioso che hanno addirittura ridisegnato la faccia del luogo".

 La falesia è a rischio crollo e sarebbe necessario procedere alla messa in sicurezza, prevedendo sistemi frangiflutti innovativi che limitino l’azione del mare e l’erosione delle coste - puntualizzano i consiglieri - . Negli anni si registrano sempre più eventi come crolli di roccia e detriti e in alcuni casi la scomparsa di intere spiagge. Uno stato di degrado della falesia che è da ritenersi pericoloso anche per la pubblica incolumità e la per sicurezza della navigazione.”

"Avvenimenti prevedibili - spiegano i cinquestelle - in una regione con una costa che si sviluppa per circa 940 chilometri, dei quali il 21 percento è formato da coste alte, soggette a continue evoluzioni per opera del moto ondoso. Una evoluzione naturale che porta ai crolli lungo le falesie con la rielaborazione da parte del moto ondoso del materiale franato. Proprio nel Salento, non essendoci apporti da terra poiché privo di corsi d'acqua, il processo naturale viene solo a seguito della mobilitazione lungo costa del materiale che frana in acqua e rimane a disposizione delle onde che lo sgretolano e delle correnti marine lungo costa che lo distribuiscono".

A tal proposito le risposte dal mondo scientifico non mancano ed i cinquestelle ne citano qualcuna: “In questi giorni abbiamo apprezzato alcune invenzioni che arrivano dal mondo scientifico, come ad esempio quella brevettata del geologo Tommaso Elia e dell’ingegnere Alessio Carofalo: un frangiflutto denominato "wave filter", che filtra l'energia dell'onda attenuando il carico idrodinamico che si abbatte sulle spiagge sabbiose o sulle rocce, creando al tempo stesso le condizioni per la ricostruzione lenta della spiaggia erosa, favorendone il naturale e costante ripascimento.”L’innovativo manufatto tra gli altri vantaggi avrebbe quello di essere completamente invisibile collocandosi 10 metri al di sotto del livello minimo della marea estiva non alterando, dunque, la sky-line del paesaggio costiero".

“Siamo in presenza, dunque, di un importante rischio geologico. In questi giorni molti intervengono sull'argomento, alcuni gridano al procurato allarme, altri a un duro colpo per l'economia e per il turismo. Forse le ordinanze che hanno posto l'attenzione sulla pericolosità delle coste alte in Puglia potranno anche essere perfezionate sulla base di studi geomorfologici di dettaglio. Sicuramente – conclude Trevisi -  ci si domanda quali misure voglia assumere la Regione, a tutela di un bene che è parte integrante del nostro patrimonio.”

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