Rondò di Masseria Grande: "Nuovo progetto surreale e schizofrenico"

Querelle infinita sul rondò dal cantiere eterno. Il capogruppo di Unione per Collepasso, Pantaleo Gianfreda, attacca la Provincia per la presentazione il 28 maggio scorso di un progetto che ritiene impossibile “un ulteriore tentativo di addossare ad altri responsabilità esclusivamente proprie”

COLLEPASSO – “Surreale e schizofrenico”. Così il capogruppo consiliare di Unione per Collepasso, Pantaleo Gianfreda, taccia il nuovo progetto per i lavori sul rondò di Masseria Grande. Una vicenda che sta assumendo ormai connotati grotteschi. Sulla rotatoria che regola il traffico lungo la Collepasso-Maglie e la Casarano-Maglie, per Gianfreda sarebbe bastata una variante al progetto originario. “Cioè – spiega - un semplice e doveroso atto amministrativo, capace, in base ai principi di ragionevolezza e proporzionalità degli atti della pubblica amministrazione, di contemperare tutti gli interessi in campo”.

La querelle (l’ennesima di questa storia infinita) nasce quando il 28 maggio, giorno di Consiglio comunale, dalla Provincia giunge un progetto esecutivo per la “sistemazione della recinzione in muratura e dell’ingresso” della Masseria Grande. Per Gianfreda, un “mostriciattolo”, ovvero, “un ulteriore tentativo di addossare ad altri responsabilità esclusivamente proprie”.

Irragionevole è per il consigliere quanto proposto. Ovvero, la Provincia “prima appalta i lavori – dice il consigliere - per l’inutile spostamento e ricostruzione delle colonne settecentesche della masseria, approva la procedura di aggiudicazione e aggiudica persino l’appalto ad una ditta di Giovinazzo, e poi presenta il progetto il 28 maggio chiedendo al Comune di approvarlo, nel maldestro tentativo di scaricare su questo la responsabilità della mancata ripresa dei lavori”.

Ma per Gianfreda, “il Comune non potrà mai approvare il sedicente progetto esecutivo, sia perché non gli è stato mai notificato alcun atto che possa legittimare l’approvazione di opere su terreni di un privato, sia perché è un ‘non progetto’”. Vale a dire che “non contiene il computo metrico dell’opera, è privo della firma di un progettista, è ambiguo e contraddittorio e viola norme vigenti”.

Il consigliere di Unione per Collepasso menziona il fatto che nella relazione è riportato nero su bianco che “sulla masseria vi è il ‘vincolo previsto dal vigente Piano Paesaggistico Territoriale Regionale’, sebbene ‘entrato in vigore dopo l’approvazione del progetto generale’”.

“Considerato che la Provincia chiede di approvare il ‘progetto’ presentato il 28 maggio 2015, è indubbio che vadano rispettati i vincoli del Pptr”, aggiunge Gianfreda. “D’altronde – prosegue -, se nel progetto originario fosse stato tutto in regola, perché la Provincia presenta un nuovo progetto solo per quella marginale porzione dell’area? Qualcosa, allora, non quadra ed è evidente il maldestro tentativo di scaricare su altri soggetti, Comune e proprietario, sue esclusive responsabilità”.

Ma c’è di più. Il consigliere rileva una contraddizione laddove si sostiene che si sarebbe reso indispensabile procedere d’ufficio nell’attività di demolizione e ricostruzione del portale e dei muri di cinta della masseria Grande, “non avendovi provveduto direttamente la ditta proprietaria dell’immobile”. E dunque, rileva il contestatario: “Secondo la Provincia sarebbe dovuto essere lo stesso proprietario a realizzare a spese sue quei lavori di pubblico interesse. Ci si rende conto dell’enormità di certe asserzioni?”

In conclusione, ritiene che “l’unica strada seria e percorribile è una variante al progetto approvato nel 2010, finalizzata a ridimensionare i lavori previsti, salvaguardare la settecentesca Masseria tutelata dal vincolo del Pptr e a riprendere al più presto i lavori. Salvo che non vi sia altro”.

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E qui le domande, finora senza risposta: “Ci dice la Provincia se e quanto abbia sinora liquidato all’impresa appaltatrice per la gran mole di opere effettuate e poi rimosse perché abusive? Ci dice quante sono le somme ancora disposizione per la realizzazione dell’opera, considerato che per spostare e ricostruire le colonne della masseria ha dovuto incredibilmente reperire somme da un altro progetto, che nulla ha a che vedere con il rondò?” 

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