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Rotundo attacca Blasi. La Capone: “Le lotte interne escludono i cittadini”

L'ex capogruppo a Palazzo Carafa non condivide la "logica feduale" che ha portato alla candidatura di Andrea Imbriani alla segreteria cittadina. Dalla vicepresidente della Regione, invece, toni pacati: "Siamo tutti il Pd"

 

LECCE – Un fiume in piena. Antonio Rotundo, consigliere comunale del Pd, entra a gran voce nel dibattito precongressuale con una nota al vetriolo indirizzata principalmente al segretario regionale, Sergio Blasi. L’ex deputato parla di logiche feudali e di manovre oscure, sulla testa di tutti i tesserati, che avrebbero portato all’accordo per l’indicazione di Andrea Imbriani come candidato alla segreteria cittadina.

I “firmatari” di questa intesa sarebbero stati Massimo Manera per conto del segretario regionale e Fabrizio Marra  per conto di Cosimo Casilli, ex deputato anche lui. In poche parole, insomma, sarebbe stato ribadito l’accordo del 2009 che ha portato alla vittoria della mozione Bersani - Letta con tutte le conseguenze del caso: segretario provinciale agli ex Ds (Salvatore Capone), quello cittadino agli ex della Margherita (Fabrizio Marra) : “Qui Bersani (che da vicende come queste subisce un danno di immagine ) e l’area che si richiama a lui non c’entrano proprio niente,  perché è del tutto evidente che si tratta di accordi  tra gruppi ristretti sulla testa degli iscritti, che rappresentano vere degenerazioni del peggiore correntismo e che hanno come diretta conseguenza quella di far abortire sul nascere ogni possibilità di ripresa del partito in città”.

L’ex capogruppo a Palazzo Carafa lascia intravedere uno scenario che potrebbe rendere meno scontati i giochi nel congresso del 14 ottobre: “Prima Blasi prende atto che quell’accordo è indigesto per i nostri iscritti,  incompatibile con un partito che ha nel proprio dna le primarie, un inaccettabile esproprio delle prerogative di chi fa della militanza disinteressata e della partecipazione la propria carta d’identità, e meglio è per tutti”. L’alternativa è che un gruppo di dirigenti leali al segretario nazionale, potrebbero nel contesto cittadino ritenersi liberi di agire secondo coscienza. E se il candidato dell'area maggioritaria tanto nel Salento quanto nel Paese non dovesse avere vita facile, allora potrebbero prendere coraggio i sostenitori di Matteo Renzi che riscuote un ampio consenso al Centro Nord, ma che non sfonda nella regioni meridionali, quelle in cui si giocherà la vera partita delle primarie del Pd.

Del resto, un passo indietro rispetto quell’accordo, come invocato da Rotundo, è poco probabile. Le candidature per la segreteria cittadina, infatti, sono ufficiali e definitive: le altre due sono quelle di Alessandra Pinto, appoggiata dai Giovani democratici e da diversi quadri cittadini e quelladi Lidia Faggiano, già consigliere circoscrizionale, sostenuta dalla vice presidente della Regione Loredana Capone.

Loredana Capone: “Basta parlare di ex Margherita ed ex Ds. Siamo tutti del Pd”.

Proprio dalla numero due della Regione Puglia arrivano toni distensivi e pacati, in una giornata piuttosto agitata per il Pd leccese: “Un dato positivo è che, in questa città, il Pd possiede oggi grandi potenzialità. Sono tanti i cittadini che vorrebbero aderirvi ma che si sentono continuamente ostacolati e demotivati da lotte interne, dalla carenza di spazi di confronto e riflessioni comuni. Saluto allora con soddisfazione un dibattito ai fini congressuali ma soltanto se il terreno su cui si discute è quello del programma, per il partito, e per la città”.

“Sentire ancora parlare di faide è inaccettabile. Ad ogni modo, il modo migliore per scongiurarle  è quello di avere un sereno dibattito pre-congressuale con candidate e candidati che si propongano di lavorare con spirito di servizio per costruire, insieme, un partito sano e determinato, capace di rispondere alle reali esigenze della città. Per questo, mi auguro che si smetta di utilizzare etichette ormai superate: siamo tutti il Pd, non ex Margherita, non ex Ds. E questo congresso, se affrontato nel modo corretto, è davvero una buona occasione  per dimostrarlo, visto che le altre, forse, le abbiamo sciupate”. 

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