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Rotundo: "Lupiae, un disastro denunciato da tempo"

Il capogruppo dell'opposizione a Palazzo Carafa attacca il sindaco: "Nella sua informativa è scritto quello che la minoranza dice da sempre, inascoltata. Colossale lo sperperto di denaro pubblico"

"Disastro Lupiae". Antonio Rotundo, capogruppo della minoranza a Palazzo Carafa non usa mezzi termini e parla di "disastro". "La proprietà non ha esercitato le proprie funzioni di vigilanza e controllo che la legge e il codice civile gli assegnano, procurando così un evidente danno erariale", spiega l'esponente dell'Unione in una nota. "Ora il disastro finanziario della Lupiae è nero su bianco, contenuto in un atto ufficiale del Consiglio Comunale".

"Nell'informativa del sindaco - dice Rotundo - è scritto ciò che la minoranza, da anni, inascoltata e derisa, ha denunciato, mentre chi governava faceva finta di niente. Emerge chiara una verità. Se tutto ciò è potuto accadere le responsabilità non possono essere riconducibili solo al management ed ai revisori; queste esistono ed appaiono chiare, ma ciò che risulta evidente sono il mancato esercizio dei compiti e delle funzioni che il codice civile e le leggi attribuiscono ai soci proprietari. Sono responsabilità di vigilanza e controllo. Si è, da parte del sindaco - secondo il leader leccese del centrosinistra -, ignorato colpevolmente per troppo tempo una situazione insostenibile".

"Il Comune - azionista, infatti - spiega ancora -, doveva e poteva intervenire e non lo ha fatto e da ciò è derivato un colossale sperpero di risorse pubbliche alle casse comunali. Nel merito osservo che le perdite annualmente registrate (10 milioni negli ultimi quattro anni) non sono attribuibili ad eventi straordinari o occasionali verificatisi nella gestione, ma sono invece derivanti da un deficit strutturale per cui i ricavi conseguiti non sono sufficienti a coprire i costi sostenuti per la produzione dei medesimi ricavi. Invece è accaduto che il Comune - azionista abbia pagato, anno dopo anno, a piè di lista il conto delle perdite di esercizio senza effettuare alcuna verifica e senza alcun accertamento di eventuali responsabilità nella gestione".


"Si sono messi impropriamente a carico del bilancio del Comune, cioè a carico dei cittadini contribuenti, i debiti procurati da cattiva gestione o peggio da comportamenti illegittimi. Se il Comune fosse intervenuto per tempo utilizzando gli strumenti previsti dalla legge la situazione non sarebbe giunta al punto drammatico in cui è precipitata. Su tutto ciò - conclude Rotundo - è necessario fare chiarezza".

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