Sala oncologica dedicata a Maletesta. In arrivo l’acceleratore lineare al Fazzi

Presso il Comune di Surbo il sindaco ha consegnato 6 mila firme nella mani del direttore Gorgoni per l’intitolazione del bunker all’uomo che più si è speso per portare il macchinario nel Salento. Gorgoni: “Emergenza tumori sul territorio, ora serve soprattutto la prevenzione”

Un momento della cerimonia

SURBO – La voce di Alessandro, alla fine, è stata ascoltata. Il macchinario che aveva richiesto con forza, finché era in vita, prima che il tumore contro cui combatteva tenacemente avesse la meglio, arriverà all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. E’ questione di pochi giorni. E a lui, Alessandro Malatesta, cittadino di Surbo, uomo simbolo di una grande battaglia di civiltà, sarà intitolata la sala che ospiterà proprio l’acceleratore lineare di ultima generazione di cui la Asl ha deciso di dotarsi per dare una spinta alla lotta contro il cancro. Colmando il divario che ancora esiste tra Nord e Sud del Paese, in tema di sanità.

Proprio oggi, presso la sala consiliare del Comune di Surbo, il primo cittadino Fabio Vincenti ha consegnato un faldone con 6 mila firme nelle mani del direttore dell’azienda sanitaria Giovanni Gorgoni. Quell’elenco di nomi, che attraversa simbolicamente il Salento da Brindisi fino al Capo di Leuca, è stato stilato per chiedere l’intitolazione della sala bunker a Maletesta, “affinché la sua memoria resti indelebile”. Per la Asl di Lecce si è trattato di un atto doveroso, di un giusto riconoscimento per la tenacia con cui Alessandro ha piantato “un seme che è destinato a germogliare e che va curato e innaffiato”, ha spiegato Gorgoni.

Il direttore ha colto l’occasione per annunciare l’arrivo del macchinario già nel corso della prossima settimana, pur non essendoci ancora una data certa. L’inaugurazione è prevista, invece, entro Natale perché il periodo immediatamente successivo sarà dedicato alle operazioni di test e collaudo ed alla formazione del personale sanitario.

“I pazienti, durante tutto questo tempo, hanno continuato a curarsi nonostante la vicinanza di ben due cantieri aperti e la mancanza di confort, a partire dalle sedute scomode e inospitali – ha proseguito Gorgoni -. Con l’arrivo dell’acceleratore daremo una spinta nella nostra battaglia contro i tumori finora giocata in difesa, ma è ora di passare all’attacco: nel Salento esiste una vera e propria emergenza in tal senso, tre tipi di cancro insistono sul territorio, accompagnati da malattie polmonari. I nostri dati sono simili a quelli di un’area fortemente industrializzata con alti tassi di inquinamento, ma non godiamo neppure della ricchezza generata dal progresso tecnologico”. “E’ ora di intervenire sulle cause: serve un forte movimento di opinione che si esprima in tal senso e che agisca nella direzione di prevenzione delle neoplasie”, ha concluso il direttore.

Alla cerimonia odierna era presente anche l’ex numero uno della Asl, Valdo Mellone, che ha “fatto il lavoro sporco” ed è stato doverosamente ringraziato per aver dato impulso all’acquisto dell’attrezzatura di cui lo stesso Maletesta si era avvalso a Milano. Il suo percorso di guarigione è stato, infatti, complicato dai continui viaggi della speranza che ha dovuto affrontare per avvalersi delle tecnologie più moderne disponibili in Italia.

La sua storia è stata del tutto simile a quella di tanti, troppi, salentini che non hanno avuto altra chance oltre a quella di intraprendere un lungo e faticoso viaggio. Quelle firme sono servite anche a dire “basta”. A rinnegare un sistema sanitario spaccato tra Nord e Sud, come ricordato dall’amico fraterno di Maletesta, Massimo Rizzo. “Nel Salento esistono eccellenze nel campo sanitario che vanno valorizzate – ha spiegato -. Non accettiamo di essere considerati inferiori a nessuno, abbiamo il diritto di essere curati a casa, e le persone hanno dimostrato grande sensibilità nell’affermare questo diritto di tutti alla salute”.

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