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Sala operativa unica, supporto dei privati: cambia il modello sicurezza

Da diversi anni si sperimentano protocolli per una maggiore integrazione nelle misure di controllo del territorio. Sotto una cabina di regia centrale la formazione di un presidio interforze

Una telecamera di sicurezza in piazzetta Castromediano.

LECCE – Il coordinamento tra i vari attori istituzionali convolti e la razionalizzazione delle risorse strumentali a disposizione sono, oltre alla manutenzione delle telecamere, i principali nodi da sciogliere per una efficiente gestione della videosorveglianza.

Il sistema di controllo del territorio attraverso la registrazione delle immagini si è diffuso a macchia d’olio, ma senza una cabina di regia: la mano destra, quindi, non sa quello che fa la mano sinistra, anche all’interno di una medesima amministrazione. Migliorare la comunicazione e lo scambio di informazioni è uno degli obiettivi della bozza di protocollo sulla sicurezza urbana a cui ha aderito il Comune di Lecce e che attendeva solo l’insediamento del nuovo ministro dell’Interno per essere definitivamente sottoscritto. A questo si riferiva oggi il prefetto Claudio Palomba a margine della sottoscrizione del patto per l’attuazione della sicurezza urbana con 22 Comuni, parlando di Lecce e Casarano.

Le linee guida che dovranno trovare esplicita attuazione nel protocollo che coinvolge anche la Regione prevedono anche l’interconnessione tra le sale operative delle forze di polizia e della polizia locale, la formazione di una presidio interforze che si dedichi esclusivamente al controllo delle immagini e l’aggiornamento professionale. Si vuole dunque compiere un passo ulteriore: mettere in reti i sistemi privati già presenti per banche, farmacie, tabaccherie, edifici residenziali consentendo ai privati di sostenere anche economicamente le misure di controllo del territorio in cambio, per esempio, di detrazione sulle imposte locali. Il tutto con una cabina di regia prefettizia. La prefettura, l'amministrazione comunale e le associazioni di categoria si sono incontrate già più volte per definire i contenuti dei reciproci impegni.

Prosegue dunque il percorso avviato anni addietro con il protocollo “Mille occhi sulla città” che prevedeva il coinvolgimento degli istituti privati di vigilanza nel monitoraggio e nella raccolta di informazioni sul territorio. Nel 2015 il prefetto di Lecce, Claudio Palomba, si impegnò per il rinnovo tanto di quel protocollo quanto di un altro, chiamato “Sicurezza e videosorveglianza”, che intendeva favorire la diffusione di sistemi tecnologicamente avanzati tra gli aderenti alle associazioni di categoria.

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