Il Salento al centro della giunta regionale: un'occasione da valorizzare

I decreti di nomina sono stati firmati: Delli Noci, Leo, Maraschio, Bray e Lopalco nel governo pugliese. Ora sarà complicato parlare di "baricentrismo", ma la provincia di Lecce ha bisogno di uno slancio forte

Emiliano e Delli Noci.

LECCE – Da oggi parlare in Puglia di “baricentrismo” è un poco più difficile: sono cinque su nove, infatti, gli assessori della nuova giunta di Michele Emiliano più o meno direttamente riconducibili alla provincia di Lecce. I decreti di nomina sono stati ufficializzati oggi.

Alessandro Delli Noci (si occuperà di Sviluppo economico, Competitività, Attività economiche e consumatori, Politiche Internazionali e commercio estero, Energia, Reti e infrastrutture materiali per lo sviluppo, Ricerca industriale e innovazione, Politiche giovanili) fino a pochi giorni addietro è stato vice sindaco di Lecce; Anna Grazia Maraschio, nata a Patù, vive ed esercita a Lecce la professione di avvocato (per lei le deleghe a Ambiente, Ciclo rifiuti e bonifiche, Vigilanza ambientale, Rischio industriale, Pianificazione territoriale, Assetto del territorio, Paesaggio, Urbanistica, Politiche abitative); Sebastiano Leo, assessore uscente, è di Copertino (Formazione e Lavoro, Politiche per il lavoro, Diritto allo studio, Scuola, Università, Formazione Professionale). Poi ci sono Pier Luigi Lopalco (Sanità e Benessere animale) e Massimo Bray (Cultura, Tutela e sviluppo delle imprese culturali, Turismo, Sviluppo e impresa turistica) che certamente hanno una biografia meno centrata sul Salento ma senza dubbio un cordone ombelicale che li ha sempre tenuti ben legati alla terra d’origine.

Il primo è nato a Mesagne ma è cresciuto a Lecce prima di formarsi e affermarsi come epidemiologo, profilo per il quale Emiliano lo ha voluto alla guida del coordinamento regionale per l’emergenza Covid e poi, ottenuta la riconferma come governatore, assessore alle Politiche della Salute. Il secondo è leccese di nascita: è stato ministro dei Beni e delle attività culturali e del Turismo (meno di un anno tra il 2013 e il 2014 gli sono bastati per destare un’ottima impressione tra gli addetti ai lavori ma anche nell’opinione pubblica) ed è direttore generale dell’Istituto della Enciclopedia Treccani. Potrebbe non finire qui perché è in corso una concertazione tra le forze politiche per arrivare alla nomina di Loredana Capone come presidente dell’assemblea regionale.

Gli altri quattro esponenti della giunta sono il foggiano Raffaele Piemontese (vice presidente con deleghe a Bilancio, Programmazione, Ragioneria, Finanze, Affari Generali, Infrastrutture, Demanio e patrimonio, Difesa del suolo e rischio sismico, Risorse idriche e Tutela delle acque, Sport per tutti), dell'hinterland barese sono Anna Maurodinoia (Trasporti e Mobilità sostenibile) e Giovanni Stea (Personale e Organizzazione, Contenzioso amministrativo), il martinese Donato Pentassuglia (Agricoltura, Industria agroalimentare, Risorse agroalimentari, Riforma fondiaria, Caccia e pesca, Foreste). Una decima casella è rimasta libera – quella dell’assessorato al Welfare – che Emiliano, che ha tenuto per sé anche la delega alla Protezione civile, vorrebbe affidare al M5S alle prese però con l’opposizione di Antonella Laricchia e con un voto di ratifica da parte degli iscritti al movimento.

Mai come oggi, dunque, l’ascendente salentino è stato così marcato su un governo regionale e questo costituisce certamente un’argomentazione in meno per coloro che del territorialismo hanno fatto una bandiera, e talvolta una supercazzola, ma anche una responsabilità in più per chi eserciterà deleghe di peso (in basso, l’elenco): alcuni temi, come l’infrastrutturazione dei trasporti, hanno bisogno di una definitiva accelerata, dal “sogno” della metropolitana di superficie a un collegamento veloce con l’aeroporto di Brindisi.  

Dagli altri capoluoghi della regione si sono levate voci di dissenso e disappunto, ma i numeri dicono che Delli Noci, Lopalco e anche Leo sono sostenuti da una mola di preferenze che non lascia molti dubbi sulla legittimazione alla carica assessorile. Oltre 17mila voti il primo, poco meno il secondo (nella circoscrizione di Bari), quasi 11mila il terzo.

“La nuova giunta tiene conto in maniera equilibrata delle varie componenti della maggioranza in consiglio regionale, puntando a valorizzare competenza ed esperienza in relazione alle deleghe assegnate – ha spiegato il presidente Emiliano -. La composizione del consiglio, all’esito dei ricorsi al Tar, oggi è diversa rispetto a quella che avevamo davanti all’indomani delle elezioni e sulla base della quale avevamo fatto determinate previsioni. La presenza di donne in giunta è garantita nella misura di 3 a 7 e siamo impegnati con le forze politiche per far sì che l’assemblea legislativa sia guidata per la prima volta da una donna”. Maraschio, di area vendoliana, e Bray sono stati scelti come esterni (la legge consente di ricorrere fino a due figure alla platea dei candidati al consiglio).

Lapidario il commento di Raffaele Fitto, il principale avversario di Emiliano nella competizione ettorale di settembre: "Un avvio di legislatura regionale imbarazzante. Giorni e giorni persi in trattative politiche, giochi di palazzo, e mercato delle poltrone (ancora aperto con i 5 stelle). Tutto questo mentre è in scena uno scaricabarile fra Conte ed Emiliano sul colore rosso o arancione a chiazze rosse della Puglia e soprattutto mentre i pugliesi vivono uno dei momenti più drammatici della loro storia e la nostra sanità va a rotoli”.

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