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Patto per i diritti in chiave antidiscriminatoria: l’appello di Salento Pride ai candidati

In occasione delle elezioni amministrative richiesta la sottoscrizione dei dieci punti del “Memorandum of understanding” per combattere atteggiamenti e fenomeni di intolleranza sull’orientamento sessuale e identità di genere

LECCE – Un’azione politica chiara e netta conto ogni forma di discriminazione a partire da quella sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere: per questo “Salento Pride Aps” chiede in occasione delle elezioni amministrative salentine ai candidati sindaco di sottoscrivere il “memorandum of understanding”, ovvero un documento in dieci punti per garantire, promuovere e tutelare il diritto all’uguaglianza, a riconoscere ed affermare i principi e le relazioni di solidarietà, a combattere contro ogni forma di violenza e discriminazione, a promuovere la tutela dei diritti umani, civili e di cittadinanza di ogni persona, la visibilità e la piena partecipazione alla vita sociale e civile dell’intera comunità Lgbtqia+.

Questi i punti del documento: utilizzare un linguaggio rispettoso di tutte le persone, con prese di posizione chiare contro le discriminazioni, i discorsi e i crimini d’odio evitando l’utilizzo di espressioni offensive, nonché linguaggi discriminatori o d’incitamento all’odio verso persone o gruppi sulla base di caratteristiche somatiche, etniche, religiose, sessuali, di genere, di orientamento sessuale e d’identità di genere, di salute, che vivono con disabilità o di ogni altra caratteristica personale.

E ancora: promuovere percorsi formativi sul contenuto della normativa antidiscriminatoria rivolti alle persone impiegate negli uffici amministrativi e alle forze dell’ordine municipali con l’obiettivo di condividere lessici e pratiche per favorire la prevenzione dell’omolesbobitransafobia e di ogni altra forma di discriminazione; istituire e potenziare, qualora di competenza, sportelli gratuiti di supporto counselling, psicologico e psicoterapeutico, Cad (Centri antidiscriminazione) e Cav (Centri antiviolenza) debitamente formati con il supporto del terzo settore per accogliere persone della Comunità (soprattutto le persone over 50), e la creazione di un osservatorio che raccolga studi e dati sulle varie declinazioni delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere.

Il quarto punto è garantire l’accessibilità dei luoghi per tutte le soggettività, attraverso spazi urbani, mezzi di trasporto pubblici, uffici pubblici e privati accessibili a ogni persona, con dignità e autonomia. Anche con riferimento alla tematica della neurodivergenza, chiedendo la formazione del personale delle pubbliche amministrazioni e l’adeguamento dei luoghi pubblici e aperti al pubblico, luoghi c.d. “attivanti”, in modo da facilitare l’accesso a tutte le persone.

E poi impegnarsi nella distribuzione degli incarichi e nell’affidamento dei compiti, anche istituzionali, laddove sussista una facoltà di scelta e sia possibile, a tenere in conto, a parità di condizioni di accesso, la rappresentanza di persone che corrono il rischio di essere vittime di marginalità e discriminazione; e ancora prevedere e formalizzare, nei contratti con fornitori ed utilizzatori di beni e servizi, a favore o dalla pubblica amministrazione, clausole antidiscriminatorie che richiedano l’adozione e il rispetto di codici etici, o di strumenti analoghi, che stabiliscano il principio del contrasto ad ogni forma di discriminazione anche legata all’orientamento sessuale e all’identità di genere ed un comportamento proattivo per la loro effettiva applicazione.

Inoltre si richiede di sostenere, anche finanziariamente, la celebrazione di ogni occasione utile al contrasto alle discriminazioni e riconoscere il diritto all’utilizzo di un nome di elezione sui tesserini identificativi e nei documenti interni alla pubblica amministrazione; a promuovere l’inclusione delle persone non binary e non conforming; adeguare tutti i servizi accessori agli spazi comunali pubblici, come ad esempio i bagni, al modello genderless.

Infine si chiede di adottare un regolamento per la concessione di spazi pubblici comunali, sottoposti alla gestione diretta ovvero alla gestione di terzi, ad associazioni ed enti che si impegnino nel contrasto al fascismo e ad ogni tipo di discriminazione; e per finire di promuovere e sostenere il turismo rainbow di ogni età su eventi, arte, cultura, socializzazione e salute. 

Alla firma del documento e a un momento di confronto sul tema sono stati invitati tutti i candidati alla carica di sindaca o sindaco della città di Lecce e di consigliere comunale. "A loro - spiegano da Salento Pride Aps - chiediamo di firmare il vademecum che rappresenta il contributo del grande e plurale popolo del Pride a questa campagna elettorale". 

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