Venerdì, 17 Settembre 2021
Politica

Salta conferenza contro 275. Ambientalisti: "Complotto"

La Provincia ha comunicato l'indisponibilità della sala conferenze con preavviso di sole 24 ore al Comitato contrari. Nascono sospetti di ostacoli politici alla battaglia per salvaguardia ambientale

Al centro della foto, l'onorevole Antonio Lia.

LECCE - Quando si parla di 275, inevitabilmente fioccano le polemiche. La strada che collega Maglie a Santa Maria di Leuca è da sempre teatro di scontri politico-amministrativi tra i fautori del raddoppio e messa in sicurezza della statale e tra quanti ritengono che la salvaguardia del patrimonio paesaggistico imponga di risparmiare la cementificazione dell'ultimo tratto di strada: 19 chilometri da Montesano fino al punto più a sud della Puglia.

Il progetto (di fatto fermo al 2004) ha raccolto intorno a sé un vasto movimento d'opinione, confluito in un unico Comitato di cittadini contrario alla realizzazione di quest' infrastruttura per superiori ragioni di ordine ambientale. Ma la storia della 275, scritta a colpi di proclami e sentenze, s'infittisce di nuovi risvolti amministrativi, come avvisano gli organizzatori dello stesso Comitato, riuniti questa mattina di fronte ai palazzi della Provincia di Lecce.

Proprio a Palazzo Adorno si sarebbe dovuta tenere una conferenza stampa alla presenza dell'avvocato di fiducia del Comitato, Luigi Paccione, poi annullata con un preavviso di sole 24 ore, da parte della presidenza della Provincia che ha destinato la sala ad altri scopi. Una circostanza che ha fatto gridare al "complotto" i manifestanti, convinti di essere in qualche modo ostacolati da un'amministrazione da sempre favorevole al progetto.

"L'appuntamento di oggi era stato già deciso il 25 gennaio con un fax che confermava la disponibilità della sala conferenze - spiega Vito Lisi del Comitato -e il contrordine di ieri che non ci ha lasciato il tempo di organizzarci per trovare un'altra sede, creando non pochi problemi".

"Ma per quanto ci abbia lasciato allibiti - continuano i rappresentanti del Comitato - l'episodio ci incoraggia comunque a proseguire la strada intrapresa: una strada di denuncia del malaffare della lobby del cemento, supportata da politici senza scrupoli".

Il Comitato contro la 275, spesso semplicisticamente bollato come un gruppo di ambientalisti ostile alla modernità, dichiara di voler condurre una battaglia innanzitutto di giustizia e legalità: la conferenza di oggi avrebbe dovuto spiegare, infatti, le motivazioni del ricorso presentato al Consiglio di Stato, la diffida fatta all'Anas e l'esposto presentato alla Commissione Europea per le infrazioni rilevate.

A questo si aggiunge l'imminente attivazione di una class action indetta dagli oltre cento cittadini che hanno subito un esproprio dei terreni interessati dal tracciato. "Inoltre, dal nostro accesso agli atti abbiamo scoperto che le procedure di affidamento della progettazione di una strada d'interesse nazionale, come la 275, hanno violato le regole di libera concorrenza imposte dalla Comunità Europea - spiega ancora Vito Lisi - poiché, invece di bandire una gara pubblica, i lavori sono stati direttamente appaltati a una società privata, la Pro.sal srl di Lecce". E questo è solo un anticipo del corposo fascicolo di carte e ricorsi che verrà presentato prossimamente e che, certamente, darà di che discutere ancora.

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