Sabato, 19 Giugno 2021
Politica

Saltano gli accordi contrattuali, proclamato lo stato d’agitazione nella Asl

Cgil, Uil e Fials reclamano i pagamenti delle performance 2014. Il ritardo pesa sui dipendenti delle aree di comparto. I sindacati non escludono il ricordo alle vie legali

Gli uffici della Asl di Lecce

LECCE – Si accumulano i pagamenti arretrati nella Asl di Lecce, e i sindacati annunciano lo stato d’agitazione, minacciando persino azioni legali. Il disagio relativo ai mancati pagamenti delle performance del 2014, che dovevano essere liquidate nel mese di marzo, coinvolge circa 5 mila persone: tutti i lavoratori delle aree di comparto. I settori della dirigenza medica e non sarebbero, quindi, esclusi. Alla base del problema vi sarebbero alcune difficoltà procedurali: si parla di rallentamenti nella raccolta ed elaborazione delle schede di performance dell’anno 2015 e nelle procedure di elaborazione delle graduatorie per le progressioni economiche orizzontali.

In soldoni, l’azienda sanitaria locale non avrebbe erogato quelle somme annuali che vengono calcolate sulla base degli indici di performance e qualità; quindi in base agli obiettivi raggiunti. “Ogni lavoratore ha una sua scheda di valutazione: la cifra che gli verrà corrisposta è calcolata in base al punteggio ottenuto”, spiega il referente Fp Cgil, Silvio Cataldi. Lo stesso sindacalista fa il riassunto delle puntate precedenti: “Nel mese di luglio 2015 abbiamo raggiunto un accordo tra le parti che è stato più volte corretto, integrato e persino ridiscusso con l’attuale manager della Asl di Lecce, Silvana Melli. La data ultima per la liquidazione delle somme era stata fissata per il mese di marzo 2016, ma solo questa mattina abbiamo saputo che il pagamento è slittato ulteriormente. Si tratta di un ritardo inconcepibile. Non lo possiamo accettare. Quelle somme esistono, sono state accantonate e aspettano solo di essere erogate”.

Se i motivi di questa impasse risultano poco chiari, di sicuro c’è che il disagio del rinvio è ricaduto sull’anello più debole della catena. Molti dei lavoratori coinvolti appartengono a famiglie mono reddito che, sulla scorta di quei pagamenti arretrati, hanno contratto debiti rimasti in attesa di essere saldati. Con l’aggravio delle inevitabili more. “Questo teatrino ed il conseguente rimpallo di responsabilità deve finire – denuncia Cataldi-: noi siamo pronti a ricorrere alle vie legali e stiamo valutando di predisporre i decreti ingiuntivi per recuperare il denaro”. Non si escludono neppure i ricorsi ex articolo 28 per “comportamento antisindacale e mancato rispetto di accordi sindacali”. Intanto i tre sindacati di categoria di Cgil, Uil e Fials, con i rispettivi segretari Silvio Cataldi, Antonio Tarantino e Vincenzo Gentile, hanno proclamato lo stato d’agitazione di tutto il personale, motivato con il mancato rispetto degli accordi presi in sede di delegazione trattante. E per queste ragioni hanno inviato una missiva alla dirigenza dell’azienda sanitaria locale che ha il carattere della “massima urgenza”.

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