Giovedì, 29 Luglio 2021
Politica

Pd, il segretario provinciale è Salvatore Piconese. Con lui il 42 per cento dei delegati

Nel ballottaggio l sindaco di Uggiano la Chiesa ha prevalso con 81 voti, su Rampino che ne ha avuti 20 di meno. Le schede bianche sono state 51, quelle dei sostenitori di Vincenzo Toma e di un gruppo di renziani. Ma il congresso resta al vaglio della commissione nazionale

Salvatore Piconese subito dopo la sua proclamazione a segretario.

LECCE - Il Pd salentino resta diviso fino all'ultimo e con 81 voti su 193 Salvatore Piconese diventa il nuovo segretario provinciale. Il sindaco di Uggiano La Chiesa ha prevalso nel ballottaggio su Alfonso Rampino che ha invece ottenuto 61 suffragi. L'ex responsabile organizzativo  - con il sostegno dei parlamentari Teresa Bellanova e Salvatore Capone - ha provato fino all'ultimo a sovvertire il trend, ma il suo estremo assalto è stato rintuzzato. Né ci sono stati margini per un accordo con il terzo classificato.

I 46 delegati che facevano riferimento a Vincenzo Toma, infatti, hanno votato in maniera quasi compatta scheda bianca (alla fine 51 grazie ai renziani neutrali), secondo l'indicazione data a maggioranza durante una riunione tenuta nel primo pomeriggio. I sostenitori del candidato dell'area Renzi, Edoardo Santoro - che aveva ottenuto 25 delegati - si sono divisi in tre tronconi, con una prevalenza di coloro che si sono spostati su Piconese il quale, rispetto a quelli che aveva prima del secondo turno, ha guadagnato 10 voti (Rampino 8). 

Numeri che confermano il leit motiv conflittuale di un iter congressuale scandito da 82 assemblee di circolo, da circa 7600 voti espressi tra polemiche e veleni sul doping delle tesseramento ed infine  mortificato da una mancanza assoluta di dibattito: tre soli gli interventi oltre a quelli dei candidati. L'espressione utilizzata da Toma per definire l'andazzo - "votificio"- è stata abbastanza eloquente. Un elemento di fragilità, quello dell'assenza di dialettica politica, sottolineato poco prima anche da Loredana Capone, che ha invece sostenuto Piconese, e confermato da Antonio Torricelli, consigliere comunale di lungo corso, a Lecce, che domenica scorsa ha dovuto sospendere la discussione del congresso cittadino perché nessuno aveva chiesto di intervenire. 

Lo stesso Piconese, pur commosso per la vittoria e stretto nell'affetto dei suoi sostenitori principali - Fritz Massa, Sergio Signore, Gabriele Abaterusso -, si mostra subito consapevole dell'eredità pesante e disastrata che riceve e parla di "ricostruire la comunità". Un concetto che fa il paio con quello espresso all'inizio della campagna congressuale, quando pure auspicava un vittoria al primo turno, sulla necessità di "ripartire dai circoli". Come lo voglia fare lo si capirà dalle scelte nella composizione della segreteria, ma il discorso improvvisato subito dopo la proclamazione suona conciliante: riconciliazione e unità, le parole d'ordine.

pic_salv 003-2Ma per riconnettere - riprendendo il verbo usato da Piconese nel titolo della sua mozione -  il partito con il territorio ci vorrà anche tanta politica. Quella che Toma ha invocato, prima ancora dell'ufficializzazione del verdetto finale, come presupposto di ogni possibile pacificazione. Le "sue" schede bianche, del resto, non sono certo una cambiale in bianco, ma nemmeno una bocciatura a priori del nuovo orizzonte possibile nel Pd salentino. Sulla stessa lunghezza d'onda le parole di Luciano Marrocco, segretario dei Giovani democratici, che per Toma si è speso in lungo e in largo: "Il nostro percorso ha avuto inizio con una consapevolezza di fondo, quella di voler far tornare la politica. Sapevamo che ciò sarebbe stato possibile solo sottraendoci ad un conflitto che di politico aveva poco. Così abbiamo deciso tre mesi addietro e così siamo andati avanti, con coerenza. Secondi per numero di voti in assoluto e a pochi delegati dal ballottaggio, con 7 non assegnati e quattro congressi non celebrati. Un notevole risultato".

"Oggi - ha concluso Marrocco - noi siamo già classe dirigente e per questo non ci sottrarremo alle responsabilità a cui saremo chiamati. Prima fra tutte quella della pacificazione del partito e del ritorno alla politica". Si chiude dunque, almeno per il momento, una della fasi più concitate della vita del Pd della provincia di Lecce. L'attenzione della Commissione nazionale per il congresso, tuttavia, resta massima e già lunedì potrebbero esserci delle sorprese: le ripetute voci di irregolarità nei congressi salentini, così come in quelli di altre cinque zone d'Italia, non si sono affatto sopite. Gianni Cuperlo, candidato alle primarie nazionali dell'8 dicembre, spinge per la sospensione.

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