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"Il bilancio del Comune è stato falsificato". Salvemini avvisa il sindaco

Nuovo capitolo nell'affare Soget, la società prima incaricata dell'accertamento e del recupero dell'evasione tributaria. Il candidato alle primarie invita il sindaco ad un'operazione verità, a partire dal consuntivo 2007

Carlo Salvemini

LECCE - "Come l'acqua che scava la roccia, anche la verità alla lunga viene sempre fuori". Una delibera di giunta e una determina dirigenziale sono, per Carlo Salvemini, le prove che le denunce pubblicamente fatte sulla "fragilità" dei bilanci comunali non erano frutto dell'improvvisazione politica. E che, dalle pieghe del rapporto tra Palazzo Carafa e la Soget, è emerso uno scivolone contabile che ha spinto il candidato alle primarie del centrosinistra a definire "palesemente falsificato" il bilancio consuntivo del 2007, deliberato dalla giunta Poli Bortone ma approvato da quella di Paolo Perrone.

Al primo cittadino il candidato alle primarie del centrosinistra chiede pubblicamente tre cose: di ritirare in autotutela la delibera del 30 dicembre scorso, di portare in consiglio comunale la determina dirigenziale che dispone di rateizzare la restituzione di una fidejussione di 9 milioni di euro (ne restano da restituire oltre 7 milioni), di chiarire ai cittadini se nel 2007 fosse a conoscenza della spregiudicata mossa con la quale la fidejussione versata dalla Soget - tecnicamente una partita di giro - viene invece contabilizzata come entrata e iscritta nel bilancio dell'ente comunale.

Alla Soget, nel 2007, è stato affidato il servizio di riclassamento degli immobili, di accertamento dell'evasione tributaria, di emissioni degli accertamenti nei confronti dei cittadini. Un lavoro oneroso ma necessario, dal quale il Comune di Lecce conta però di recuperare 48 milioni di euro: solo per rimanere all'ultimo biennio ci sono in ballo circa 11 milioni di euro all'anno. La società intanto versa nelle casse di Palazzo Carafa una fidejussione di 9 milioni di euro. Le cose non sono esattamente andate come previsto e il rientro delle somme evase è rimasto in larga parte sulla carta.

Su questo punto si è detto e scritto molto così come sulla confusione rispetto ai compiti effettivi della Soget che non può sostituirsi all'Agenzia del territorio nell'attività di riclassamento degli immobili e che non può effettuare accertamenti per conto del Comune, così come messo nero su bianco dal presidente del collegio dei revisori dei conti. Il seguito della vicenda, illustrato oggi in conferenza da Salvemini, verte su due atti: il primo è la delibera del 30 dicembre con la quale la giunta decide di prorogare di 6 mesi il contratto in scadenza tra l'ente a la Soget. Un documento, sottolinea, Salvemini, falso perchè ascrive ancora alla Soget compiti di riscossione e di accertamento che invece non ha.

Una decisione molto discutibile, inoltre, perchè in contraddizione con il parere che la stessa amministrazione aveva richiesto all'avvocato Piero Quinto e al commercialista Antonio Cacciapaglia, ai cui lumi Perrone si era affidato per chiarire alcuni punti del contratto con la società. Il legale, il 16 gennaio del 2011, scriveva che la proroga del contratto avrebbe configurato un affidamento diretto, fatto non consentito dalla legge che obbliga le istituzioni allo svolgimento di gare.

Il secondo documento "incriminato" è la determina del dirigente del settore Tributi, Antonio Capoccia, con la quale si stabilisce di spalmare la restituzione della fidejussione a suo tempo versata dalla Soget negli anni a venire, scaricando di fatto un debito sulle amministrazione e generazioni future. Un atto che deve essere discusso nell'assise comunale, sostiene Salvemini, e che smentisce, 4 anni dopo, l'amministrazione: quella somma non poteva essere iscritta in bilancio. "La politica ha bisogno di verità - ha concluso - e gli amministratori hanno il dovere di spiegare alla città gli errori commessi". Salvemini ha annunciato una segnalazione formale alla Corte dei conti, che sulle modalità di recupero dell'evasione tributaria ha già mosso sostanziali rilievi al Comune di Lecce, e all'Autorità garante per le comunicazioni che adesso ha anche il compito di tutelare la libera concorrenza che, nel caso specifico, sarebbe venuta meno perchè la proroga concessa dalla giunta alla Soget ha messo in atto un affidamento diretto.

 

 

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