Sabato, 13 Luglio 2024
Nella sede di Lcp

Salvemini alla coalizione: “Verso le elezioni con un percorso trasparente”

Riunione dello schieramento civico e progressista. Il sindaco conferma che le primarie sono una via praticabile, ma a a condizioni chiare. Puglia Popolare sbotta contro il Pd che per il 10 settembre ha convocato un'assemblea

LECCE – Circa due mesi dopo la prima riunione, i soggetti politici che fanno parte della coalizione civica e progressista che esprime il governo cittadino, si sono ritrovati attorno a un tavolo per fare il punto della situazione.

L’incontro era stato richiesto dal sindaco, Carlo Salvemini, che già da tempo ha dato la sua disponibilità a correre per un secondo mandato. Questa possibilità deve fare i conti con alcuni pezzi dello schieramento le cui resistenze e diffidenze non hanno preso la forma di una posizione netta, ma rimandano alle primarie - opzione invocata ma non definita né nelle sue modalità, né nella griglia dei candidati -  come una via d’uscita alle frizioni e alle insofferenze.

All'appuntamento odierno erano presenti, oltre ai rappresentanti di Lecce Città Pubblica, il movimento che ha ospitato la riunione nella sua sede, quelli del Pd, di Sinistra Italiana, Articolo 3, Verdi, Per la Puglia, Puglia Popolare, Con, Coscienza Civica, Noi per Lecce, Movimento Sveglia, Italia Viva, Azione, Più Europa, Partito Socialista. Unica assenza quella de La Puglia in più, che alla vigilia aveva comunicato la propria intenzione ritenendo la richiesta del sindaco una forma di pressione verso una discussione che non ha ancora maturato esiti.

“È stato un incontro positivo – ha commentato Salvemini- , ci siamo ritrovati dopo cinquanta giorni dal primo, ci incontreremo ancora dopo il 10 settembre, accogliendo la proposta che è giunta dal Partito Democratico che è impegnato in un proprio momento dialettico che va rispettato. Così come va rispettata la richiesta da parte di altre forze alleate di presentarsi quanto prima con una coalizione definita e una leadership individuata”.

Quella del 10 settembre è la data stabilita dal Pd per un’assemblea dalla quale dovrebbe, finalmente, venir fuori una posizione più chiara o, almeno, l’indicazione di un orizzonte temporale preciso perché la coalizione possa muoversi per tempo senza protrarre un’attesa che rischia di essere un vantaggio per gli avversari di centrodestra.

Puglia Popolare al Pd: “Atteggiamenti politichesi”

Del resto, l’atteggiamento dilatorio dei dem non è tanto ben compreso dagli alleati e oggi Puglia Popolare lo ha fatto chiaramente capire: “Non comprendiamo la politica del rinvio attuata dal Pd che non ha il coraggio di esprimersi chiaramente sulla ricandidatura di Salvemini, o peggio lo fa solo nei corridoi – hanno dichiarato Francesco Foresio e Gigi Valente, rispettivamente coordinatore cittadino e consigliere comunale -. Abbiamo deciso di lasciare anzitempo la conclusione dei lavori perché fortemente irritati da atteggiamenti politichesi che non ci appartengono. I confini della coalizione vanno definiti solo quando sul tavolo si farà chiarezza sul percorso da fare per individuare il candidato sindaco”. Per il Partito Popolare la via maestra è quella rappresentata dalla candidatura dell'assessore regionale Alessandro Delli Noci, che però ha sempre respinto al mittente le lusinghe e manifestato pieno sostegno a Salvemini. L'alternativa, dunque, è quella di un candidato di area civica per le eventuali primarie.

Il sindaco: “Nessuna strada è preclusa”

Salvemini, da parte sua, è convinto che qualsiasi opzione sia possibile, purché perseguita con linearità: “Siamo tutti consapevoli, infatti, che il rapporto con la cittadinanza si rafforza attraverso l’indicazione di un percorso chiaro e trasparente verso le amministrative del 2024, frutto del fisiologico confronto che stiamo praticando ampiamente in queste settimane. Aggiungo che siamo una coalizione che governa la città, impegnata nella realizzazione di un programma politico amministrativo votato dagli elettori, che la giunta e il consiglio comunale hanno lavorato in questi anni e lavorano con il sostegno di tutte le forze politiche che la compongono. Sentiamo questa responsabilità e questa differenza, rispetto ai nostri avversari, che partono da una posizione di opposizione. Non ci precludiamo nessuna delle strade possibili, primarie comprese, in un contesto di doverosa chiarezza e trasparenza delle posizioni di ciascuna forza politica”.

Ecco, appunto, le primarie: il sindaco uscente, di solito, non è “tenuto” a farle, perché la regola non scritta è che siano i cittadini a giudicare un’azione amministrativa, nelle urne, confermandola o bocciandola. Ma non ci sono nemmeno preclusioni rispetto a quello scenario, a condizione che ci sia ai blocchi di partenza uno schieramento percepibile dagli elettori: ogni forza politica dovrà prima assumersi la responsabilità di indicare quale candidatura sostenere.

Psi: “Primarie ultima ipotesi”

Per il Partito Socialista Italiano le primarie restano l’ultima opzione, la carta di riserva, perché “se è vero che in un senso sottolineano la volontà di presentarsi insieme all’elettorato, dall’altro rischiano di offrire un’immagine di divisione e di debolezza di quella che dovrebbe essere la guida della coalizione”.

I socialisti hanno auspicato il massimo sforzo per allargare il perimetro della coalizione, a partire da quelle forze di sinistra che nelle precedenti elezioni avevano sostenuto altre candidature fino al M5s, evitando di ripetere quegli errori che hanno portato alla vittoria del centrodestra nelle recenti amministrative di Brindisi. La ricerca di un campo allargato viene motivata poi anche con il probabile ritorno all’elezione diretta dei consigli provinciali.

Al tavolo di oggi il Psi ha poi annunciato che dall’inizio di settembre lavorerà, insieme a Verdi e Sinistra Italiana, alla costruzione delle liste e alla redazione di una piattaforma di contenuti “in continuità o ad integrazione e modifica di quanto proposto e realizzato dalla coalizione di centro-sinistra che ha guidato la città negli ultimi sei anni”.

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