Domenica, 1 Agosto 2021
Politica

Regionale 8, due proposte di Salvemini per arginare l’impatto ambientale

Ci sono in ballo 57 milioni di euro collegati al vecchio progetto della "circumsalentina". Ma, secondo il consigliere di minoranza, il Comune deve riflettere su alcune varianti migliorative che limitino il sacrificio della campagna leccese

Un tratto della strada che collega Vernole a Melendugno.

LECCE – La parte iniziale della nuova strada regionale 8, che collegherà la periferia est di Lecce alle marine di Melendugno, così come è stato pensata e approvata, potrebbe avere conseguenze inutilmente pesanti su uno dei tratti di campagna leccese. Lo ha ribadito il consigliere di Lecce Bene Comune, Carlo Salvemini, lanciando la proposta di due “varianti” migliorative che, da una parte limitino i danni all’ambiente e dall’altro salvaguardino la fattibilità dell’opera per non perdere gli ingenti finanziamenti.

La realizzazione della nuova arteria è da tempo oggetto di dibattito e riflessione nei comuni di Vernole, Melendugno e Lizzanello ma, nel comune capoluogo, la questione sembra interessare pochi. Forse perché, nemmeno all’epoca dell’approvazione in consiglio comunale degli atti deliberativi necessari – giugno 2009 e ottobre 2010 -, ci si rese conto della portata del’opera. Questa è la convinzione dell’esponente della minoranza.

In pratica il progetto prevede, sulla strada Fondone che porta da Lecce a San Cataldo, l’apertura di uno svincolo, subito dopo la Scuola di cavalleria, e la realizzazione attraverso campagne incontaminate di una strada a quattro corsie, lunga tre chilometri e larga tra i 18 e i 20 metri, che poi si innestaerebbe sulla Lecce – Vernole all’altezza dei Giardini di Atena. Non sarebbe stato più logico, sostiene Salvemini, far partire la regionale direttamente dal tracciato già esistente che va da Lecce a Melendugno passando per Merine e Vernole? Probabilmente sì, ma così facendo sarebbero andati persi i 57 milioni di finanziamento collegati al vecchio progetto della “circumsalentina”, sviluppatosi poi attraverso iter tortuosi che alla fine hanno tutti ricevuto le autorizzazioni del caso, nel tracciato della regionale 8.

Il Comune di Lecce, in approvazione delle varianti necessarie al via libera, ha chiesto che la strada che porta alla marina diventi a quattro corsie e comprenda due rotatorie: una all’altezza dell’incrocio per centro sportivo “Cat”, l’altra dove oggi c’è l’impianto semaforico, all’intersezione con la cosiddetta “litoranea”. E poi, ancora, un parcheggio nell’area dell’ex idrovora, nella pineta di San Cataldo.

Salvemini chiede all’amministrazione un ripensamento in due punti: il primo verte sul ridimensionamento dell’allargamento della carreggiata della futura regionale 8 ai parametri di una strada extraurbana secondaria, eliminando al contempo almeno una delle due rotatorie previste; il secondo, che riguarda la Lecce – San Cataldo, implicherebbe di lasciare intatta la sede stradale, di tralasciare le due rotatorie e il parcheggio ipotizzati e di realizzare una pista ciclabile e una per i podisti.

“Sono convinto – ha concluso Salvemini - che partendo da una visita sui luoghi interessati dal tracciato ciascun consigliere comunale e lo stesso sindaco possano convenire che questa rappresenti la migliore soluzione per Lecce. Capace di tenere insieme gli interessi diffusi della comunità con quello della realizzazione di un operadi 57 milioni di euro”.

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