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Gestione dei rifiuti e taglio agli stipendi: Salvemini difende i lavoratori

Il servizio si dovrebbe autofinanziare con la tassa sui rifiuti. Il vero problema, spiega il capogruppo di Lecce Bene Comune, è l'incapacità dei tecnici di recuperare l'evasione tributaria: in due anni 25 milioni indicati in bilancio ma mai riscossi

Gli operatori ecologici a confronto con il sindaco. E' il 9 aprile.

LECCE – Il sacrificio economico richiesto agli operatori ecologici dal sindaco, Paolo Perrone, non ha alcun collegamento con il taglio dei trasferimenti dallo Stato, così come spiegato dal primo cittadino. Lo sostiene il consigliere di Lecce Bene Comune, Carlo Salvemini, sulla base di un ragionamento: il servizio di raccolta dei rifiuti dovrebbe, come da norma, essere finanziato con la riscossione della relativa tassa sui rifiuti.

L’ultimo bilancio di previsione stilato a Palazzo Carafa, del resto, prevede in 23milioni e 700mila euro il gettito previsto, pari al 98, 87 per cento del costo complessivo comprensivo di raccolta, trasporto e smaltimento. Perché dunque chiedere riduzioni in busta paga per almeno un milione e mezzo di euro in un anno? Secondo l’esponente della minoranza per non scoperchiare un vaso di Pandora: così, infatti, ricadrebbero sulle spalle dei lavoratori inefficienze che sono considerate dal rappresentante della sinistra progressista responsabilità di altri.

“Il vero problema del Comune - scrive Salvemini - è l'area di evasione della Tarsu che priva ogni anno le casse pubbliche delle risorse necessarie a pagare alle imprese quanto loro dovuto. Sono almeno cinque anni che si indicano somme in entrata (ordinaria e da evasione) che non si riescono a incassare. Ciò significa che per onorare i propri debiti con Axa ed Ecotecnica si è dovuto ricorrere al altre voci di bilancio. Oggi tutto questo non è più sostenibile”.

“Anche in questo caso basta scorrere l'elenco dei crediti verso i contribuenti indicati da Palazzo Carafa per rendersi conto di quanti milioni di euro mancano all'appello per tenere in equilibrio il conto economico del servizio rifiuti. Oltre 25 milioni di euro di residui attivi degli anni 2007-2009: un’enormità. E' il disavanzo accumulato negli anni per la gestione del servizio la ragione vera di questa improvvida decisione di tagliare le buste paghe degli operatori ecologici”.

Per Salvemini, insomma, non vanno convocati i lavoratori, ma l’ufficio Tributi e la Soget, società che da anni collabora al recupero dell’evasione. Il 9 aprile dopo un confronto con i sindacati, il sindaco era stato contestato dai lavoratori che attendevano all'esterno l'esito del confronto.

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