Mercoledì, 16 Giugno 2021
Politica

"La procura si pronunci. Alla città serve clima sereno per il 2017"

Il consigliere di minoranza interviene sulla vicenda alla ribalta del dibattito cittadino: l'inchiesta sulla gestione delle case popolari

LECCE – Che la procura della Repubblica decida se andare avanti o archiviare. Quello che Lecce non può più permettersi è affrontare una stagione elettorale – si vota per nel 2017 – con il timore di condizionamenti sul voto.

Il consigliere Carlo Salvemini interviene sulla vicenda che, con la visita della commissione parlamentare antimafia, si è imposta nel dibattito pubblico: la gestione degli alloggi popolari. L’indagine amministrativa coordinata dal prefetto, Claudio Palomba, ha appurato che cinque degli indagati dell’operazione Eclisse – del novembre 2014 – sono direttamente o indirettamente beneficiari di un’assegnazione. Sul fronte giudiziario, invece, il lavoro investigativo parte nel 2012 con l’apertura di un fascicolo dopo la presentazione di un esposto da parte del Pd (tra i firmatari, l’attuale vice ministro allo Sviluppo Economico, Teresa Bellanova).

A questi elementi fondanti, Salvemini aggiunge l’audizione nel corso di una commissione consiliare, nel 2015: in quell’occasione il dirigente comunale di settore riferì che per circa 170 alloggi su 560 si rendeva necessaria una verifica dei requisiti di assegnazione.

“Quale conclusione – si chiede il promotore di Lecce Città Pubblica - è possibile trarre mettendo in fila questi passaggi? Che esiste il fondatissimo timore che un settore delicatissimo quale quello dell’edilizia popolare sia permeabile alle pressioni di organizzazioni criminali. Che il Comune – responsabile per legge delle assegnazione agli aventi diritto – per troppi anni non abbia osservato scrupolosamente le leggi ed esercitato diligentemente i controlli. Che in questa zona d’ombra si sia potuto siglare un accordo tra candidati alle amministrative del 2012 e malavita organizzata. Una situazione che desta legittime preoccupazioni politiche e sociali. Le stesse che vennero denunciato nel 2012 e riportate nel richiamato esposto”.

“Si avverte la necessità – prosegue il consigliere di minoranza . che venga stabilito un clima sereno nell’interesse della città. Non è una delega alla magistratura cui si chiede di assolvere ad una funzione di supplenza. In questo caso la politica – o parte di essa – ha assunto tutte le iniziative possibili per sensibilizzare, diffondere, denunciare, chiarire, regolamentare. Quello che chiede è di non dover affrontare le elezioni del 2017 con le stesse preoccupazioni del 2012”.

“C’è un ragione ulteriore – conclude Salvemini - che sollecita questa richiesta. Lecce avverte da anni una delicata emergenza sociale sul fronte abitativo: famiglia che bussano alle porte del Comune per chiedere un alloggio, decine di sfratti per morosità. Bonificare eventuali aree di inquinamento criminale significherebbe liberare appartamenti che possono essere assegnati a chi ne ha realmente diritto. Dietro eventuali occupazione abusive per prepotenze e intimidazioni (e non per necessità) ci sono famiglie in sofferenza che ci chiedono di poter vivere dignitosamente e che si sentono rispondere che non ci sono case. Principalmente a loro dobbiamo saper dare una risposta”.

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