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Figli di immigrati nuovi cittadini. Salvemini sprona Perrone

Dopo l'appello al Parlamento del presidente della Repubblica, il candidato alle primarie del centrosinistra ripropone il tema lanciato in primavera da Lecce2.0dodici e altre associazioni

LECCE - Il sindaco Paolo Perrone ascolti il presidente della Repubblica, se non vuole sentire me. E' questo, in sostanza, l'invito che Carlo Salvemini rivolge al primo cittadino a proposito della concessione del diritto di cittadinanza ai figli di genitori stranieri, nati e cresciuti in Italia. "Chi nasce qui deve essere italiano" ha detto il capo dello stato. In attesa che la classe politica recepisca l'auspicio di Napolitano, cambiando la relativa norma costituzionale, esiste una legge attraverso la quale qualche passo in avanti può essere fatto.

E' la legge 91 del 1992, alla quale alcune amministrazioni in tutta Italia stanno facendo ricorso per agevolare la procedura di acquisizione della cittadinanza almeno per i diciottenni. Il 23 maggio Salvemini scrisse una lettera al sindaco, firmata anche da numerose associazioni operanti nell'ambito dell'accoglienza, dell'integrazione, della tutela degli immigrati, esortandolo a seguire l'esempio di altri primi cittadini, come quelli di Torino o Reggio Emilia. I ripetuti interventi degli ultimi giorni da parte del presidente della Repubblica, portano nuova linfa alla mobilitazione per l'estensione del diritto di cittadinanza.

Quello che il cadidato alle primarie del centrosinistra - avversario di Loredana Capone - chiede a Perrone di fare, è di scrivere una lettera a tutti i giovani immigrati che hanno compiuto 17 anni, informandolo dello strumento legislativo già esistente per richiedere la cittadinanza, ragguagliandoli su quali sono le procedure richieste dalla legge 91, e agevolando l'iter burocratico con un elenco delle cose da fare e l'impegno da parte degli uffici comunali di sbrigare l'iter entro un mese.

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