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Si entra nel mese decisivo

Salvemini porta il confronto in tutti i quartieri: “La nostra casa è la città”

Da lunedì 6 maggio, ogni mattina, il sindaco uscente sarà nelle strade e nelle piazze per incontrare i leccesi: “Non solo ricerca del consenso, ma anche costruzione dello spirito di appartenenza”

LECCE – Si chiama “La nostra casa è la città” il programma dell’ultimo mese di campagna elettorale del sindaco uscente Carlo Salvemini, impegnato per ottenere la riconferma alla guida di Palazzo Carafa. La volontà è quella di percorrere tutti i quartieri della città per incontrare i cittadini e convincertli a sostenere, attraverso il voto il processo di cambiamento avviato negli ultimi cinque anni.

La prima settimana prevede, sempre di mattina, le strade del quartiere San Sabino e piazza Madre Teresa di Calcutta (lunedì 6 maggio), poi San Giovanni Battista (martedì 7) e San Massimiliano Kolbe (mercoledì 8). Quindi sarà la volta di Borgo Pace (il 9), di San Pio e delle Case Magno e il 10, poi del quartiere Rudiae (sabato 11). Sono stati organizzati anche due incontri pubblici serali: l’8 maggio a piazzale Cuneo e il 10 a Parco Corvaglia.

“Sono convinto che la politica è ciò che accade tra una campagna elettorale e un’altra, ma noi dobbiamo avere l’ambizione di conservare un profilo politico anche dentro la campagna elettorale. L’idea politica sulla quale mi sento impegnato è quella che abbiamo sintetizzato nel messaggio 'la nostra casa è la città’. La campagna elettorale non è solo la ricerca del consenso, pur necessario per potersi confermare, ma anche l’impegno a convincere i cittadini leccesi che tutta la città, nella sua estensione metropolitana (ben 240 chilometri quadrati di superficie, ndr), è casa propria. E che ogni cambiamento che avviene, anche in un quartiere diverso da quello di propria residenza, è qualcosa che li riguarda. Occorre appassionarsi all’idea di questa multipolarità di Lecce, che va da Torre Rinalda a Villa Convento, dal centro storico ai quartieri consolidati, ai borghi, alle frazioni”.

Salvemini, che è sindaco uscente, ha un approccio alla campagna elettorale differente da quello scelto, almeno finora, dalla sua principale avversaria, Adriana Poli Bortone: “Ovunque noi ci sentiamo impegnati a portare servizi pubblici e interventi di trasformazione - ha spiegato - e ovunque andremo non a indicare i problemi e raccogliere doglianze, ma a incontrare i cittadini e immaginare con loro la soluzione ai problemi. Così si costruisce lo spirito di appartenenza alla propria città”.

La presentazione del programma “La nostra casa è la città” è stata anche l’occasione, rispondendo ad alcune domande dei cronisti, per replicare alla proposta, avanzata dalla candidata del Centrodestra, di ripristinare un assessorato esclusivamente dedicato alle Marine: “Questa proposta sembra voler ignorare, probabilmente per calcolo politico o per colpevole inconsapevolezza, il fatto che siamo già dentro un processo di trasformazione legato al Contratto Istituzionale di Sviluppo, 50 milioni di euro vincolati alla rigenerazione del paesaggio costiero, da San Cataldo a Torre Rinalda. Significa forse non avere un’idea precisa di cosa preveda il nuovo Piano urbanistico generale, che prefigura il parco costiero urbano della città di Lecce facendo proprio quel che era il messaggio che trasformò Barcellona al tempo delle Olimpiadi del 1992: una città che aveva il mare, ma che non aveva saputo fino ad allora valorizzare la sua costa. Per Lecce è tuttora così. Se possa servire l’assessorato alle Marine non lo so, ma so che servono idee, progetti, strategie di trasformazione e sono quelle cose che abbiamo messo in campo in questi anni”.

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