Domenica, 1 Agosto 2021
Politica

Salvemini rinuncia al posto di consigliere comunale

L'ex dirigente del Pd, cui spettava sostituire lo scomparso Benincasa, ha rinunciato. "Per rispetto alla comunità che mi volle candidato nel 2007 e per rispetto a Carlo". Adesso tocca a Di Gennaro.

Il compianto Carlo Benincasa accanto a Carlo Salvemini, in una loro recente conferenza stampa congiunta.

LECCE - Carlo Salvemini non entrerà in Consiglio comunale. Il promotore di Lecce2.0dodici, che avrebbe dovuto prendere il posto di Carlo Benincasa, prematuramente scomparso la scorsa settimana, ha protocollato questa mattina la rinuncia alla surroga.

L'ex dirigente del Pd, figlio del compianto sindaco di Lecce, Stefano Salvemini, nelle comunali del 2007 si era candidato nella lista "L'Ulivo", poi divenuta Pd, risultando il secondo dei non eletti. Nel centrosinistra, tuttavia, ci sono già state delle surroghe nel corso di questa consiliatura: Paolo Foresio, ha trovato posto nelle fila della minoranza, subentrando ad Antonio Marciante nella lista "Una buona azione per Lecce" mentre Paola Povero ha sostituito Loredana Capone, attualmente vice presidente della Regione.

"Sono uscito con tormento dal Pd nel 2009 - spiega Salvemini in un post diffuso sul sito di Lecce2.0dodici, il laboratorio civico che ha promosso - e non mi è possibile tornare a sedere a Palazzo Carafa da consigliere eletto in quel partito e dichiararmi, all'atto dell'insediamento, indipendente. Me lo impedisce il rispetto ad una comunità di cui sono stato per anni dirigente impegnato ed appassionato e che mi volle nel 2007 candidato nella propria lista".

Una ragione politica dirimente dunque, visto che l'allontanamento si era consumato intorno alla scelta del Pd, poi smentita dalle urne, di appoggiare Francesco Boccia nelle primarie contro Nichi vendila per la corsa alla candidatura del centro sinistra alle regionali dello scorso anno. Salvemini, che ancor prima aveva guidato la mozione "Marino" alle primarie nazionali del partito, decise di candidarsi con la Puglia per Vendola, ottenendo un risultato lusinghiero anche se non sufficiente ad entrare nell'assemblea regionale.

Ma c'è anche una ragione personale che ha direttamente a che fare con chi, improvvisamente, non c'è più. "Me lo impedisce il rispetto dovuto a Carlo e alla sua vicenda politica e umana. Il suo scranno è giusto torni ad essere occupato da un consigliere che del Pd si sente parte".

Un esito piuttosto sorprendente in una vicenda che sembrava avesse bisogno solo dell'espletamento delle formalità previste dalla procedura di sostituzione. Anche perché la presenza di Carlo Salvemini nel dibattito politico cittadino è piuttosto costante ed incisiva. Chi lo conosce bene, però, garantisce che la decisione di non accettare l'incarico è stata presa nel giro di poche ore dalla morte di Benincasa.

"Vivere la politica con passione e spirito di servizio e rinunciare a entrare in Consiglio comunale per dare il proprio contributo di energia, impegno ed idee è una decisione difficile, sofferta", prosegue Salvemini, "ma inevitabile se ci si attiene a principi di coerenza nella militanza".

A questo punto è Giuseppe Di Gennaro, funzionario dell'Agenzia delle entrate, l'avente diritto ad entrare nel gruppo consiliare del Partito democratico, secondo l'ordine di preferenze ricevute, 301, nove di meno di Salvemini. "Avrei preferito che quel posto lo occupasse Salvemini", ha dichiarato il neo consigliere, che giovedì farà il suo debutto nel Consiglio comunale, "ma farò del mio meglio anche se non potrò dedicarmi a tempo pieno alla politica per i concomitanti impegni di lavoro".

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