Centrosinistra in attesa, l'Udc frena ancora e rilancia per la pari dignità

I centristi frenano sul via libera a Salvemini, sospinto da una petizione pubblica, rivendicando un metodo di scelta condiviso

Ruggeri e Melica.

LECCE - L'Udc frena ancora sulla candidatura di Carlo Salvemini. La riunione del direttivo del partito guidato da Totò Ruggeri ha sortito una sorta di quadratura sulla posizione di partenza: i centristi, che si sono sentiti esclusi dall'iniziativa della petizione promossa da Giuseppe Fornari e Giovanni Pellegrino, rivendicano pari dignità, il che significa un incontro formale con i partiti e i movimenti della coalizione. Il confronto sarà convocato a breve dal Pd e l'intenzione dell'Udc è di giocarsi la carta del consigliere comunale Luigi Melica, da sottoporre ad eventuali primarie. 

Su Salvemini c'è però la convergenza sostanziale di tutte le altre forze politiche, oltre che una spinta notevole che è venuta proprio dall'appello sottoscritto al momento da circa mille cittadini. L'esponente progressista, prendendo atto della petizione, si era riservato qualche giorno di tempo per valutare la reale unità della coalizione e la possibilità di godere di piena autonomia decisionale.

E proprio da questa condizioni aveva preso il via la riflessione del deputato del Pd, Salvatore Capone: “Ritengo che le condizioni poste da Carlo Salvemini per accettare la candidatura a sindaco di Lecce per la coalizione di centro sinistra – coesione, lealtà, gioco di squadra, piena autonomia decisionale - siano essenziali per condurre una campagna elettorale difficile ma non impossibile da vincere. So bene come la composizione delle questioni non sia semplice ma ritengo che l’unità reale delle forze che si riconoscono nel campo del centro sinistra e soprattutto la lealtà del gioco di squadra siano componenti ineludibili per garantire l’autorevolezza della candidatura e contemporaneamente l’autonomia del candidato sindaco".

In giornata l'assessore regionale Loredana Capone, nell'auspicio di una convergenza dei centristi, aveva ricordato il lavoro comune fatto dalla sinistra e dall'Udc in opposizione alla giunta di centrodestra: "Ecco perché quella di Carlo è una candidatura forte che scaturisce da una storia e da valori condivisi. Per questo merita, e siamo sicuri incontrerà, il sostegno di tutti. Dei partiti che si rifanno all'esperienza regionale, come della società civile di cui in tanti anni di militanza ha saputo interpretare battaglie e sentimenti propri di una leccesità mai vissuta come arido campanilismo ma come valore culturale e civile".

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Anche il capogruppo del Pd, Paolo Foresio che pure aveva avanzato la sua disponibilità per eventuali primarie, ha avuto per Salvemini parole di grande incorraggiamento: "Carlo Salvemini è una persona che stimo e che ritengo, ad oggi, la migliore figura attorno a cui fare sintesi e costruire un progetto forte. Siamo stati dalla stessa parte, fianco a fianco, sui banchi della minoranza in tutti questi anni in consiglio comunale, ci siamo confrontati e abbiamo avuto sempre un rapporto franco e schietto. Ora, se lui, come mi auguro, accetterà la candidatura a sindaco, saremo fianco a fianco in questa grande sfida, battere il centrodestra e cambiare il modo di governare la nostra città.  Lo ammetto: fare il sindaco di Lecce, della mia città, è un sogno per me. Ma Lecce è più importante di me e delle mie aspirazioni. Forse arriverà il tempo giusto, chi lo sa. Quello che so oggi è che nella vita si può decidere di giocare per se stessi, per la propria gloria e per la propria ambizione, ma io preferisco il gioco di squadra". 

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