Giovedì, 17 Giugno 2021
Politica Via Alessandro Manzoni

Il resto della città verde come via Manzoni: "Ogni anno 400 nuovi alberi"

Carlo Salvemini, da una delle strade più belle di Lecce, indica gli strumenti per una trasformazione degli spazi urbani a misura di cittadino

Carlo Salvemini in via Manzoni.

LECCE – Se via Manzoni fosse l’unità di misura del verde a Lecce, i suoi cittadini sarebbe molto fortunati. Ma la realtà, purtroppo racconta un’altra versione, quella di strade senza nemmeno un albero per centinaia di metri.

Ecco perché il candidato sindaco Carlo Salvemini è voluto partirà proprio da quella via, piena di splendidi tigli, per illustrare i suoi obiettivi in tema di politiche ambientali. Si parte dalla previsione di 400 nuovi alberi all’anno per l’intera consiliatura. Gli strumenti di una nuova politica ambientale sono quelli della programmazione, a partire dal piano del verde urbano, condiviso con l’orto botanico dell’Università del Salento, con l’Ordine degli agronomi e forestali: “Nel 2014 ogni cittadino italiano ha avuto a disposizione in media 31 metri quadrati di verde urbano. Lo rileva l'Istat in uno studio sulla qualità dell'ambiente in 116 capoluoghi di provincia. Lecce è molto sotto questa media, fermandosi a 8,3 metri quadrati. Fatta eccezione per i parchi cittadini e la villa comunale, queste cifre raccontano una città nella quale il grigio sovrasta il verde”.

“I 2mila alberi – ha spiegato il candidato del centrosinistra che punta sull’associazionismi per la cura e la manutenzione delle aree che prevede di realizzare - saranno piantati lungo le strade di quartiere, che hanno bisogno di meno pali (segnaletica ridondante e pubblicità) e di una rete di alberature che innalzi la qualità dello spazio pubblico, migliori il microclima urbano, aumenti la permeabilità del suolo urbano e prevenga gli allagamenti di cui la città soffre”.

“Oltre alla forestazione puntiamo a moltiplicare la vegetazione urbana distinguendo tra aree di arredo urbano (spartitraffico, rotonde, barriere anti-rumore), parchi urbani, giardini storici, (privati e pubblici come il Cimitero Monumentale) aree speciali, (orti botanici, giardini didattici, il nuovo Cimitero) e verde attrezzato. Questi spazi hanno bisogno non solo di essere manutenuti ma anche di essere animati. Sarà necessario quindi coinvolgere cittadini e associazioni ai quali affidare la cura degli spazi verdi, accanto a progetti integrati di educazione ambientale”.

Con il Piano Urbano delle Acque Salvemini pensa invece di potenziare il sistema di assorbimento e deflusso per evitare i disagi che puntualmente si verificano ad ogni temporale o in caso di pioggia insistente: “Questo è accaduto – ha spiegato - non perché i fenomeni meteorologici intensi siano una novità ma perché il Comune ha dato il via con leggerezza a una eccessiva cementificazione delle superfici urbane”.

Infine è previsto un sistema di monitoraggio delle emissioni “attraverso l’installazione di centraline e sensori di rilevamento nei punti nevralgici della città. La mia amministrazione realizzerà un sistema di controllo intelligente, utilizzando open data e mappe georeferenziate delle emissioni, che siano a disposizione tutti i cittadini, delle associazioni e dei professionisti della pianificazione urbana”.

“Il sistema di monitoraggio delle emissioni – ha concluso - è necessario non solo per tenere sotto controllo la qualità dell’aria, ma per avere dati aggiornati in base ai quali effettuare scelte puntuali nei piani sviluppo della città, dal Pug alla pianificazione della mobilità sostenibile e del verde pubblico, dalla gestione del traffico alla pianificazione degli insediamenti privati e commerciali”.

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