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foto di repertorio

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"Salvini poco rispettoso sul caso Regeni": dottorandi e docenti all'attacco

Gli allievi e i professori del corso di UniSalento dedicato a Giulio, rispondono duramente al ministro: "Parole poco rispettose nei confronti dei familiari"

LECCE - “Bene la richiesta di giustizia della famiglia di Giulio Regeni. Ma l’Italia è fondamentale avere buone relazioni con un Paese importante come l’Egitto”: la recente e nota dichiarazione del ministro dell’Interni, Matteo Salvini, ha sollevato un vespaio di polemiche in tutto il Paese.

E l’eco della protesta è arrivata fino a Lecce, raggiungendo non solo gli ambienti politici, come è ovvio che sia, ma anche i luoghi della cultura. Una ferma posizione contro le esternazioni del ministro è arrivata anche dagli allievi e dai docenti del dottorato di ricerca “Human and social sciences” dell’Università del Salento.

Non a caso. Il corso di dottorato è infatti intitolato alla memoria di Giulio, il ricercatore assassinato in Egitto tra il gennaio e il febbraio 2016, e “per tale motivo sentiamo ancor di più il dovere di rispondere alle infelici parole di Salvini”, scrivono in una nota.

Le affermazioni sono bollate come “poco rispettose nei confronti dei familiari di Giulio, che vengono nuovamente abbandonati dal governo italiano: nessun cambiamento effettivo avviene a difesa della causa di un cittadino italiano ucciso all’estero”.

 “La famiglia Regeni e Amnesty International sostengono che il supporto dello Stato italiano alla loro lotta sia non solo un atto di giustizia, ma anche di garanzia per la sicurezza di tutti i cittadini italiani che si trovano all’estero, per lavoro o per piacere”, aggiungono. 

La dichiarazione del ministro non è proprio scesa giù. E per almeno due motivi: “Questa sembra riflettere non solo grave insensibilità nei confronti della vicenda umana di Giulio, dei suoi familiari e dei loro legali in Egitto, ma anche scarso rispetto per il lavoro che svolgeva”.

Ricordiamo, infatti, che fare ricerca implica anche un impegno a contribuire allo sviluppo del paese e al miglioramento della società in tutti i suoi aspetti.

 “Al pari di altre posizioni e ruoli professionali, ricercatori e dottorandi devono essere tutelati e poter contare su garanzie di incolumità e giustizia da parte delle istituzioni, perché siano loro assicurate le migliori condizioni di lavoro in qualunque contesto”, conclude la nota.  

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