Venerdì, 24 Settembre 2021
Politica

Sanità pugliese e tagli: diverse le questioni aperte

La Poli Bortone (Io Sud) chiede la salvaguardia del pubblico rispetto al privato nel piano di rientro sanitario. Caroppo (Ppdt) si dice preoccupato per le paventate chiusure degli ospedali salentini

BARI - La sanità pugliese e i tagli previsti dalla manovra dell'assessore Tommaso Fiore restano il terreno di dibattito e di scontro tra le forze politiche. Adriana Poli Bortone, responsabile di Io Sud e membro della commissione parlamentare d'inchiesta sull'efficacia ed efficienza del servizio sanitario nazionale, trova strano che proprio un'amministrazione "così connotata" operi tagli sul pubblico, che dovrebbe, a suo giudizio, essere il settore maggiormente salvaguardato e garantito al fine di migliorare gli standard qualitativi nell'ambito sanitario.

"Nulla contro le società private - specifica la senatrice -, ma pensiamo che pubblico e privato debbano essere complementari tra di loro, affidando quindi alla sanità privata tutto ciò che non ha la sanità pubblica. Garantire il pubblico, quindi è la priorità da seguire in questo settore delicatissimo, potenziando ciò che già esiste e chiedendo alla sanità privata di essere complementare, come detto, e non competitiva".

Il nodo nevralgico secondo la Poli è che in materia sanitaria non si debba tagliare sul numero dei posti letto del pubblico, prima ancora che del privato: "E' antitetico - dichiara - come passaggio rispetto semmai al taglio naturale da porre in essere. Tra l'altro alcuni dati dimostrano che i paradossi in ambito sanitario non mancano in Puglia, dove il 46 % della spesa sanitaria è per quella privata. E solo per fare un esempio per cardiochirurgia, le strutture private nella nostra Regione sono tre volte superiori rispetto a quelle pubbliche; i centri privati infatti sono sei, quelli pubblici solo due".

Tutto questo appare assurdo alla senatrice, se si considera che la proporzione in Lombardia, ad esempio, sia diametralmente opposta con 7 strutture private e 14 pubbliche.

Ma sul tema della sanità interviene anche il giovane consigliere regionale della Puglia prima di Tutto, Andrea Caroppo, che dichiara: "Le paventate chiusure di ospedali in Puglia e nel Salento a macchia di leopardo, senza uno straccio di programmazione sanitaria, senza alternative e all'unico scopo di rientrare dai debiti accumulati dalla Giunta Vendola sono un oltraggio ai cittadini. La prova che nessuno studio, nessun progetto e nessuna programmazione è nella mente del Governo Vendola, è ciò che dalla stampa apprendiamo che Vendola e Fiore vogliono fare in provincia di Lecce".

Caroppo evidenzia come si senta parlare della chiusura di ospedali di Poggiardo, Gagliano e Maglie, tutti sul versante Adriatico: "Questo vuol dire che da Lecce in giù - afferma - resterebbero solo Scorrano e Tricase a soddisfare il fabbisogno di quasi la metà della popolazione salentina che in estate diventa anche di più".

Caroppo intende sapere da Vendola e Fiore quale sia l'offerta sanitaria alternativa agli ospedali da promuovere in questi territori: "Per questo - precisa - chiediamo che vengano in tutti i Comuni, esattamente come fatto in passato quando promettevano di 'restituire il maltolto' riferendosi alla passata amministrazione regionale, a spiegare come mai non solo non danno seguito a quelle promesse, ma decidono oggi senza informare nessuno neanche la loro maggioranza, di chiudere questi ospedali".


In Regione scoppia il caso VII commissione: centrodestra dimissioni in massa
E intanto in regione una delegazione di consiglieri di centrodestra dimissionari dalla VII commissione consiliare, composta dal capogruppo del Pdl, Rocco Palese e da Erio Congedo (Pdl), Andrea Caroppo ( La Puglia Prima di Tutto) e Davide Bellomo (I Pugliesi) ha accettato questa mattina l'incontro sollecitato dal presidente del Consiglio, Onofrio Introna.

Al termine hanno rilasciato questa dichiarazione: "Abbiamo manifestato al presidente Introna tutto il nostro disappunto per l'atteggiamento assunto dalla maggioranza che ha imposto la scelta di Vendola frutto del suo patto elettorale con l'Udc, oltraggiando l'opposizione di centrodestra, rappresentativa di un milione di cittadini pugliesi. Durante i lavori della commissione la settimana scorsa il centrosinistra, motivando la presidenza all'Udc, ha sostenuto che anche la VII è una commissione ordinaria e non di garanzia, la cui presidenza può andare alla maggioranza. Dobbiamo quindi dedurre che la maggioranza considera l'Udc parte integrante delle sue forze".

L'opposizione ringrazia Introna per la disponibilità manifestata a ridiscutere con la maggioranza di questa questione e, in attesa di conoscere l'esito del suo lavoro di mediazione, conferma le dimissioni in blocco dalla VII commissione: "Non potremmo accettare - affermano - l'idea che la sinistra voglia riscrivere le regole democratiche che sono di tutti (Legge elettorale, Statuto della Regione e Regolamento del Consiglio) a colpi di maggioranza".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Sanità pugliese e tagli: diverse le questioni aperte

LeccePrima è in caricamento