Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Santa Cesarea, alle porte dell'estate si annaspa fra debiti e burocrazia

Il buco delle Terme, le spese legali e del cda, i fondi per i crolli della falesia ancora senza nullaosta: situazione complessa

Scorcio di Santa Cesarea Terme.

SANTA CESAREA TERME - “Le Terme di Santa Cesarea, eccellenza del Salento, soffocate dal rosso in bilancio e dai costi di gestione mentre la meravigliosa marina nel suo complesso continua a pagare lo scotto di lungaggini burocratiche che continuano a sottrarle ossigeno”. Lo dichiara il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Cristian Casili, che con il collega Antonio Trevisi, già ai primi del mese aveva sollevato la questione. Secondo il consigliere, ora che la stagione estiva già bussa alle porte, è fondamentale “l’intervento della Regione per risolvere le problematiche di una delle perle del Salento”. 

Il consigliere pentastellato ricorda, infatti, come sul fronte Terme, al già pesante rosso del bilancio 2015 superiore a un milione e mezzo di euro (per la precisione, 1 milione 638mila e 983 euro) si aggiungano altri problemi: 110mila euro di costo del vecchio Cda, 22mila euro appannaggio del presidente delle Terme e 20mila per ogni consigliere, oltre che dai 1 milone e 200mila euro per il capitolo spese legali e consulenze.

“L’auspicio - prosegue Casili - è che la Regione, socio di maggioranza col 50,49 per cento delle quote azionarie, intervenga ponendo fine a qualsiasi ambiguità. Governatore e sindaco di Santa Cesarea, Emiliano e Bleve, parlino una lingua di verità: la Regione porti a concretezza, senza ulteriori rinvii che sanno di dilazione e di vuoto progettuale, la separazione tra proprietà e gestione per dare un futuro a un'eccellenza del Salento”.

Quanto alla fruibilità della marina nel suo complesso, alle porte della stagione estiva, burocrazia e ricorsi tarpano le ali a un centro ingabbiato da sigilli e divieti: “I 5 milioni di euro di fondi Cipe utili a scongiurare crolli della falesia e a rifare il ‘volto roccioso’ della marina ci sono - conclude il consigliere pentastellato - ma frustranti lungaggini burocratiche e ricorsi per il quale la Regione dovrebbe concedere al più presto il nullaosta, costringeranno ad aspettare il 2017 per restituire ossigeno a questa risorsa del territorio tradita e impoverita”.

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