Giovedì, 24 Giugno 2021
Politica

"Santa Cristina, ora è tempo di riaccendere la festa"

Ad una settimana dalla fine delle celebrazioni in città, fa ancora discutere la divisione tra corso Roma e l'area mercatale di via Alfieri. Antonio Barba: "Mai più uno spettacolo così penoso"

Foto di repertorio.-153

GALLIPOLI - Passata la festa, è tempo di pensare al futuro. Tra interrogativi e ipotesi di rilancio. Un cambiamento per far ritorno all'antico? Ovvero festa più contenuta e frastagliata e meno caos. O viceversa, come in passato, più festa sull'unica direttrice di corso Roma e tre giorni di straordinaria e caleidoscopica follia? Ad una settimana esatta dalla fine della tradizionale ricorrenza di luglio, tanto cara ai gallipolini, ci si interroga sul futuro della festa di Santa Cristina. Garantita e messa in piedi in una manciata di giorni dal Comitato ad hoc presieduto da don Piero De Santis, ma che con la caduta dell'amministrazione comunale ha perso il sostegno organizzativo dell'Ente pubblico.

E così è andata in scena, come già accaduto nella passata stagione, una tre giorni entusiasmante sotto il profilo legato strettamente alle celebrazioni e alla ricorrenza religiosa. La suggestiva processione in onore della Santa, innalzata al ruolo di protettrice in pectore (anche se ufficialmente sono San Sebastino e Sant'Agata i protettori della Città bella), o anche l'aspetto ludico della Cuccagna a mare sul molo del porto mercantile. Poi le luminarie, il luna park, lo spettacolo pirotecnico che è stato apprezzato dai più, i concertini nell'area mercatale. Ma meno brillante e ancora discutibile la divisone in due tronconi dell'allestimento della festa tra una parte del corso Roma e l'area mercatale di via Alfieri. Uno "spezzatino" che l'amministrazione Venneri già lo scorso anno aveva concepito nelle intenzioni per rendere meno caotica e più regolamentati gli spazi espositivi e le tipologie della mercanzie in vendita sulle bancarelle. E che si è riproposta anche dopo la caduta dell'amministrazione secondo i dettami organizzativi già delineati. Più tradizione e meno caos? Questo l'obiettivo alla base della decisione.

Ma dal mondo della politica cittadina a lanciare il grido d'allarme è ora il consigliere regionale, Antonio Barba che spera che non si ripeta "mai più una festa di Santa Cristina in toni dimessi come quella a cui l'Amministrazione comunale agli sgoccioli ha dato vita quest'anno". Nessuna esigenza di mobilità secondo la ricostruzione di Barba junior può giustificare il "cantuccio" in cui quest'anno è stata relegata la festa dei gallipolini, per evitare che Corso Roma fosse "festosamente" invaso dalle bancarelle degli ambulanti che, solitamente, in queste occasioni, si riversano in città. Un aspetto che dovrà far riflettere per il futuro perchè "Santa Cristina è la santa di Gallipoli e dei gallipolini" ammonisce il consigliere, "e merita, come anche i santi patroni, una festa che, partendo dalle periferie, raggiunga il cuore della città. I turisti che affollano la Città bella non vedono l'ora, terminata la giornata balneare, di fare un tuffo nelle nostre tradizioni e di vivere anche la religiosità popolare, come dimostrano tutte le feste in onore dei santi patroni organizzati in tutta la provincia".


Che poi conclude il suo atto d'accusa: "Luminarie, paratie, cassarmoniche, bancarelle, fuochi d'artificio, processioni religiose: sono tutti ingredienti del nostro folklore devozionale ed organizzare tutto ciò è un titolo di merito per chi governa e non di biasimo. Quello che è accaduto quest'anno, a causa di un amministrazione disattenta non si può e non si deve ripetere. Relegare la festa ai margini del cuore pulsante della città è un atto poco serio. Siamo certi che i prossimi amministratori saranno più attenti alla storia della nostra città e vorranno comportarsi di conseguenza, regalando a gallipolini e turisti una festa in linea con la devozione popolare e le tradizioni, gli usi e i costumi del posto".

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