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"Sblocca il diritto allo studio, blocca il decreto". La protesta di Link Lecce

Gli studenti universitari, insieme al Comitato No Tap, hanno organizzato un sit-in presso la sede Adisu al fine di bloccare l’iter parlamentare di conversione del decreto ‘Sblocca Italia’ che produrrebbe una riduzione dell’erogazione delle borse di studio in tutte le regioni

LECCE – Megafono e striscioni alla mano: i ragazzi del coordinamento Link dichiarano guerra al decreto ‘Sblocca Italia’. A Torino come a Roma, la manifestazione ha avuto carattere nazionale, mentre a Lecce i ragazzi si sono dati appuntamento di fronte alla sede Adisu, in via Adriatica, per partecipare ad un sit-in che mira alla difesa del diritto allo studio, messo a repentaglio dai recenti provvedimenti del governo Renzi.

Il cuore della protesta è nel finanziamento delle borse di studio che, come spiega Sara Ingrosso dell’associazione universitaria, subirà una forte riduzione: solo un quarto degli aventi diritto, nell’intera regione, potrà beneficiare del contributo economico.

“Il Parlamento, in questi giorni, sta discutendo della conversione in legge del suddetto decreto – spiega la coordinatrice salentina - : questa norma di fatto smantella il diritto allo studio perché prevede lo spostamento delle risorse del Fondo nazionale per le borse di studio all’interno del Patto di stabilità. Quei 150 milioni rientreranno all’interno di questo vincolo con l’ovvia conseguenza che le Regioni non potranno utilizzare i soldi, erogando una quota molto minore di borse di studio”. Nel caso della Puglia pari al 25 percento.

Le famiglie dovrebbero farsi carico, quindi, di sostenere gli studi dei figli mettendo mano al proprio portafogli. E non solo: “Se questo decreto dovesse passare si aggraverebbe quel fenomeno, tutto italiano, dell’idoneo non beneficiario- aggiunge Sara Ingrosso - : ovvero quello studente che, pur avendo tutti i requisiti e godendo del diritto alla borsa di studio, non ne usufruisce per mancanza di fondi”.

I ragazzi di Link, affiancati dal Comitato No Tap, pretendono l’immediato stop del decreto ‘Sblocca Italia’ ed una presa di posizione contraria da parte delle amministrazioni regionali. Lo scopo? Evitare che il diritto allo studio venga finanziato, quasi esclusivamente, ricorrendo alla tassazione studentesca e che si acuisca il fenomeno dell’abbandono degli studi negli atenei italiani.

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