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Ogni passo un ricordo: i gradini portano il nome delle vittime di mafia

Nell'ambito della rassegna "Fatti Umani", in programma dal 22 al 29 maggio, l'amministrazione comunale di Calimera ha varato un'iniziativa

CALIMERA - I gradini sono 37, le vittime di mafia cui sono stati intitolati 44: tra i nomi c'è anche quello di Renata Fonte, assassinata a Nardò il 31 marzo del 1984.

Da oggi percorrere la scala del municipio di Calimera ha un significato particolare, per una precisa scelta dell'amministrazione comunale.  Il sindaco del centro della Grecìa Salentina, Francesca De Vito ha spiegato il senso di questa iniziativa, che anticipa la rassegna "Fatti Umani" in programma dal 22 al 26 maggio, costruita avendo come riferimento i valori della memoria e della cittadinanza: "La memoria perché abbiamo il dovere di ricordare, un ricordo che ci faccia crescere come comunità. Percorsi di cittadinanza perché occorre investire su una cultura diffusa della legalità, capillare, che tocchi ogni fascia d’età. Se è vero che oggi è difficile amministrare, è altrettanto vero che ciascuno può fare la sua parte, gli amministratori come i cittadini. Il Comune di Calimera ha compiuto una scelta chiara, ha scelto da che parte stare. Da oggi ogni cittadino varcando quella soglia senta la responsabilità di questa scelta collettiva, la scelta di stare dalla parte della legalità e dei diritti civili". 

La rassegna, che avrà una immediata appendice con il "Festival dei piccoli lettori" dal 26 al 28 maggio, prevede incontri, dibattiti e momenti particolarmente suggestivi, come l'esposizione al pubblico dei resti della Fiat Croma degli agenti di scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo, morti insieme al giudice Giovanni Falcone e alla moglie Francesca Morvillo nella strage mafiosa di Capaci del 23 maggio del 1993, e il conferimento della cittadinanza onoraria a don Luigi Ciotti, fondatore e presidente dell'associazione Libera. 

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