Mercoledì, 16 Giugno 2021
Politica

“Scandalo Lupiae Servizi”: dal Pd un richiamo alle assunzioni regolari

Ventisette lavoratori con mansioni di pulizia assunti attraverso il ricorso ad un'agenzia interinale. "Una scelta antieconomica e al di fuori della legge", denuncia il Pd che prende le distanze dalla gestione degli enti pubblici

Un momento della conferenza stampa (foto LeccePrima, tutti i diritti riservati).

 

 

LECCE - Torna alla ribalta, tra le fila degli oppositori politici all’amministrazione di Palazzo Carafa, lo “scandalo” delle assunzioni alla Lupiae Servizi, società totalmente partecipata dall’ente, sospettata di essere inciampata nel vecchio vizio del clientelismo. Tema già spinoso di per sé, “ma quasi vergognoso in periodo di campagna elettorale”, sottolinea il capogruppo del Pd Antonio Rotundo.

La vicenda è nota: la società in house, pur essendo equiparata a un ente pubblico, tra dicembre 2011 e l’inizio dell’anno ha assunto ventisette persone affidandosi alle selezione di un’agenzia interinale con sede a Bari: la Job Italia spa. Senza nessun bando di evidenza pubblica, dunque. E ben oltre le prescrizioni di legge che impongono, per mansioni inferiori al quarto livello (si tratta di personale addetto alla pulizia, al facchinaggio e alla cura del verde pubblico) il ricorso agli elenchi dei disoccupati forniti dai centri per l’impiego territoriali.

Il mancato rispetto dei principi di trasparenza e pubblicità, imposti alla pubblica amministrazione, ha fatto saltare sulla sedia i dirigenti del Pd. Non ci sono giustificazioni addotte dalla Lupiae Servizi, e “non ci interessano”, sottolinea Rotundo. L’unica via d’uscita da questa situazione perlomeno imbarazzante, è in un deciso cambio di rotta: da febbraio in poi, la società è tenuta al rispetto delle regole. La fame e la disperazione che si misurano quotidianamente sul territorio, non ammettono il ricorso a metodi clientelari”.

Certezze che la Lupiae Servizi abbia inteso agevolare “qualcuno”, non ce ne sono. Ma i dubbi del Pd rimangono. Lo stesso canale utilizzato, fortemente antieconomico (il contratto di somministrazione per l’agenzia interinale ha ovviamente un costo), ha reso la condotta quantomeno discutibile.

“Abbiamo acceso un faro sul problema perché quando il lavoro stabile diventa precario e il precario diventa disoccupato, sulla gente incombe la disperazione – denuncia il deputato Teresa BellanovaLe persone devono poter contare su un’etica pubblica che le tuteli e non le renda schiave del potere”.

Inevitabile, quindi, il richiamo ai temi da campagna elettorale: “E’ l’intero sistema a non funzionare, come dimostrano gli analoghi metodi adottati per l’assegnazione delle case popolari”, sottolinea il segretario cittadino Fabrizio Marra che non resiste alla tentazione della promessa di una Lecce diversa con, alla guida, Loredana Capone.

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