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Scandalo Tecnova, gli operai nella sede della Regione

Dopo il tavolo con Cgil, Ugl e operai, da Vendola l'impegno a convocare un tavolo prefettizio a Lecce alla presenza del Gsf. Dichiarazioni d'intenti condivisa sul futuro delle energie rinnovabili

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BARI - Il caso Tecnova è sbarcato finalmente a Bari, dove una delegazione di ex operai della multinazionale spagnola, insieme ai sindacati Cgil e Ugl, è stata ricevuta dal presidente della Regione, Nichi Vendola, dalla sua vice, Loredana Capone e dall'assessore al Welfare, Elena Gentile. Nella sede del governo barese si è tornati a parlare dello "scandalo" del fotovoltaico che ha fatto il giro d'Italia, con le denunce degli operai e quei mesi di duro lavoro non corrisposti dall'azienda, prontamente fuggita chissà dove.

La ferita, ancora aperta, sanguina sopratutto per quei 156 immigrati che rischiano di subire un trattamento economico largamente inferiore rispetto agli oltre 150 colleghi risarciti, in parte, dal committente della complicata catena di appalti, il Global Solar Fund, (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=29998). La vicenda è nota, così come appare chiara l'irremovibilità del Gsf sulla cifra da corrispondere in questa seconda tranche di pagamenti, (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=30063).

Ma nessuno condivide il punto. Neanche il presidente Vendola che "non ha individuato ragioni sufficienti a giustificare questa disparità di trattamento", ha spiegato Antonella Cazzato, segretaria confederale Cgil, al margine di un tavolo che ha raggiunto almeno una conclusione certa: la Regione invierà al prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta, la richiesta di convocazione di un tavolo prefettizio cui sono chiamati a sedersi tutti i soggetti interessati, compresi i rappresentanti del Fondo d'investimento lussemburghese.

L'occasione è servita anche, per gettare le basi del futuro delle energie rinnovabili, settore in così forte espansione da rompere, non di rado, tutti gli argini della regolamentazione, del buon senso e della legalità. Se sviluppo deve essere, che sia, quindi. Ma oltre alla speculazione, è necessario ristabilire i criteri della responsabilità sociale per quelle imprese che stanno facendo del Salento, la terra di conquista del fotovoltaico. Ed è partita da lontano, la Cgil, per proporre alcuni strumenti utili in questa direzione. Da Boncuri, cioè, da quel luogo alla periferia di Nardò, in cui i lavoratori immigrati, ogni stagione, cercano accoglienza e trovano il racket dei caporali.

Per il reclutamento della manodopera da impiegare sui campi di raccolta delle angurie, il sindacato ha proposto il ricorso alle liste di prenotazione presso i centri per l'impiego dei vari comuni e il ricorso agli indici di congruità che dovrebbero impedire alle imprese di dichiarare giornate di lavoro inferiori alla realtà dei fatti. Questi strumenti, insieme al diritto di precedenza che ogni lavoratore specializzato in qualcosa, potrebbe far valere al momento dell'assunzione in una nuova azienda, "potrebbero valere anche per gli ex operai Tecnova alla ricerca di un nuovo impiego e per le imprese del settore edile", chiarisce la segretaria Cgil.

Certo è che la ricetta per riordinare il caotico mercato del lavoro nero, non si può dire completa senza un'adeguata modifica della normativa regionale in tema di energie rinnovabili. Ma "un'intervento legislativo di questo tipo, da parte della Puglia, potrebbe incontrare il freno del governo centrale come già accaduto per la sanità", sottolinea Antonella Cazzato. Perché quando si parla di enormi interessi economici e manodopera straniera, il terreno diventa davvero minato.

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