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Omfesa e Bat, i lavoratori seduti in stazione aspettano il treno del lavoro

Gli operai delle due azienda fallite non mollano la presa: oggi scadono gli ultimi ammortizzatori sociali. Il vertice in Regione con l'assessore Leo non ha fornito risposte

LECCE – Tempo scaduto per gli ammortizzatori sociali: oggi, 22 febbraio, è la data ultima per l’erogazione del sussidio che spettava all’ultima  parte dei lavoratori Omfesa di Trepuzzi.  L’esercito dei disoccupati salentini ingrossa le sua fila e gli operai dell’azienda metalmeccanica (che vantava commesse milionarie di Trenitalia ma rapidamente fallita) stanno giocando il tutto per tutto, pur di ottenere una qualunque risposta da parte delle istituzioni. Al dramma dei licenziamenti si è aggiunto, infatti, il silenzio degli enti locali, incapaci di trovare una soluzione alla desertificazione produttiva del territorio.

Non che siano mancati i vertici ed i tavoli di lavoro, gli ultimi volti a trovare nuovi imprenditori interessati a rilevare il sito metalmeccanico di Trepuzzi che giace come una scatola vuota del valore di 5 milioni di euro. L’ultimo vertice, in ordine di tempo, si è tenuto proprio questa mattina in Regione Puglia alla presenza dell’assessore al ramo, Sebastiano Leo. Ma non si è cavato un ragno dal buco, e non vi sono novità neppure sul fronte dei percorsi di formazione che dovrebbero indirizzare gli operai su nuovi binari occupazionali.

Tutto tace ed è proprio per questo che una parte dei lavoratori di Omfesa, insieme ai colleghi della ex Bat, hanno deciso di mettere in piedi un presidio di protesta presso la stazione ferroviaria di Trepuzzi: scenario preferito per le mobilitazioni degli operai, da molti mesi a questa parte. Questa volta, però, la manifestazione non ha creato disagi alla normale circolazione ferroviaria, così come è accaduto spesso.

Con loro erano presenti i rappresentanti sindacali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil. Gli operai che prestavano lavoro per la storica manifattura di Lecce, prima che la produzione del tabacco traslocasse altrove, sono intervenuti per dare man forte. La vertenza della ex Bat, diversamente da ciò che sta accadendo per Omfesa, può contare su una nuova data: il 10 marzo, infatti, le istituzioni locali (compreso il sindaco di Lecce, Paolo Perrone) ed i rappresentanti sindacali sono attesi a Roma, presso il Mise, per riprendere il filo di uni discorso che si trascina, senza soluzioni degne di questo nome, dal 2010.

I lavoratori di Omfesa, vittime sacrificali di un collasso industriale non meno inspiegabile ed eclatante, parimenti non intendono arrendersi.  Questa mattina hanno esposto striscioni n stazione che sintetizzano una rabbia di lungo corso, accomodandosi ai margini dei binari. Nell’ attesa che passi il treno giusto.

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