Sabato, 12 Giugno 2021
Politica

Scetticismo su convenzione antincendi: “Rischi per la sicurezza”

Scalzo di Fns Cisl: “Il taglio di 700 mila euro porterà ad una riduzione delle squadre operative”

LECCE – La  Fns Cisl (Federazione nazionale sicurezza) esprime preoccupazione per il contenuto della proposta di convenzione antincendi boschiva 2016, sottoposta dalla Regione Puglia alla sottoscrizione del Corpo nazionale vigili del fuoco, che prevede un taglio netto di fondi che passano da 1,2 milioni di euro dell’anno 2015 ai 500 mila euro stanziati per l’anno corrente. Tale proposta smantella un sistema di soccorso integrato e rischia di ridurre, drasticamente, la sicurezza garantita ai cittadini oltre a produrre un possibile danno al patrimonio boschivo regionale.

“Su una media annuale di interventi nella provincia di Lecce – spiega il segretario nazionale Sergio Scalzo - che nel 2015 sono stati 10 mila 327, oltre il 50 percento riguardano attività stagionali legati agli incendi boschivi, della macchia mediterranea e sterpaglia dove sono impegnati i vigili del fuoco. Il taglio di 700 mila euro porterà alla riduzione delle squadre operative con due gravi conseguenze: la prima l’impossibilità di garantire il servizio di sicurezza in tutto il territorio salentino e la seconda che le attività di soccorso graveranno sul personale restante. In particolare con l’uso di una sola squadra rimarrebbe scoperto il sud Salento: con la zona che va da Maglie fino ad arrivare a Santa Maria di Leuca, che è poi quella maggiormente esposta al rischio incendi per la presenza di riserve naturali come le Cesine ed i laghi Alimini”.

“Saranno allungati i tempi di intervento con conseguenze negative soprattutto nel periodo estivo in cui si registra una concentrazione di presenze a causa dei flussi turistici –aggiunge -. La legge 353 del 2000 attribuisce alle regioni la competenza e la responsabilità della tutela del patrimonio boschivo, compreso l’obbligo di fronteggiare gli incendi di bosco e quindi nella proposta di convenzione si legge un atteggiamento estremamente sconsiderato che di fatto monetizza il concetto della sicurezza che lo Stato deve ai cittadini per dovere costituzionale”.

“La Fns Cisl da sempre è critica  - prosegue Scalzo - su come si sia fronteggiato in ambito regionale il periodo ad alto rischio d’incendio, chiedendo inoltre stanziamenti congrui al fine di poter meglio garantire una presenza capillare sul territorio salentino, anche con l’istituzione dei Cop (Centri operativi provinciali) così come avviene in altre regioni per il coordinamento attualmente delegato alla sola Soup (Sala operativa unificata) collocata a Modugno e che meglio potranno coordinare sul territorio di competenza le forze in campo. Quindi un atteggiamento incomprensibile adottato dalla Regione Puglia anche in considerazione dell’attuale quadro normativo che ha trasferito al Corpo nazionale dei vigili del fuoco la competenza della estinzione degli incendi boschivi e della flotta aerea, e che va nella direzione esattamente contraria”.

“Ci rivolgiamo  - conclude Scalzo - alle forze politiche ed agli amministratori locali perché facciano sentire la loro voce nei confronti del governatore della Regione Puglia che potrà dimostrare la volontà di utilizzare al meglio le risorse stanziate in maniera considerevole, ma impiegate in modo discutibile”.

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