Martedì, 16 Luglio 2024
Politica

Schede nulle: il dato più basso da quando c’è l’elezione diretta del sindaco

I dati del ministero dell’Interno smorzano l’idea di presunte anomalie nelle operazioni di scrutinio: a Lecce la percentuale di voti annullati è stata dell’1,9 percento. Nel 2019 fu del 2,2 e ancora superiore le volte precedenti

LECCE – Dopo quella dell’anatra zoppa (rivelatasi una fake news), un’altra questione molto “scivolosa” è stata gettata nella mischia elettorale delle amministrative leccesi che vedranno nel ballottaggio di domenica 23 e lunedì 24 il secondo e ultimo atto con Adriana Poli Bortone e Carlo Salvemini come protagonisti: il risultato ottenuto dalla candidata del Centrodestra al primo turno, il 49,95 percento, si è rivelato insufficiente per qualche decina di voti a conquistare la maggioranza assoluta.

Il problema riguarderebbe presunte anomalie nel tasso di schede nulle che, insieme alle bianche, rientrano nella categoria delle schede non valide. Come per l’anatra zoppa (che non ci può essere, visti i dati e le norme elettorali), anche in questo caso ci sono i numeri del ministero dell’Interno a respingere parecchio indietro l'idea di “sgambetti” che, certo, non sta contribuendo a rasserenare i tempi supplementari della campagna elettorale. Vediamoli questi dati.

Nel 2017 su 77.360 elettori si recarono a votare in 54.279 (70,16 percento) e le schede non valide (1335 nulle e 208 bianche) furono 1.543, pari al 2,8 percento (2,45 le nulle)

Nel 2019 su 77.948 elettori votarono in 54.418 (69,81 percento) e le schede non valide furono 1.519 (1209 nulle e 310 bianche), pari al 2,8 percento (2,2 le nulle).

Nel 2024 su 78.042 elettori si sono espressi in 53.406 (68,43 percento) e le schede non valide sono risultate essere 1.253 (994 nulle e 259 bianche). Si tratta di una percentuale del 2,36 percento (1,9 le nulle). Nel primo turno di questa tornata elettorale, insomma, il tasso di schede non valide è certamente diminuito rispetto alle due volte precedenti. E se si risale ancora più indietro nel tempo fino al 1995, a Lecce si votò per la prima volta per l’elezione diretta del sindaco, ci ritroviamo una percentuale di schede non valide del 7,5 percento.

La distribuzione delle schede non valide non è mai uniforme quando si tratta di decine e decine di sezioni: ce ne sono alcune dove la percentuale è più alta che in altre - qui sta l'inquietudine attuale del Centrodestra - e questo scostamento può dipendere, come spesso accade, da una serie di fattori, tra cui  - a titolo di esempio - il livello di istruzione e la coincidenza con altre elezioni che aumenta il margine di errore (in questo caso le europee, con evidente confusione tra le due schede).

In ogni caso è pacifico, come lo è per ogni tornata elettorale, che il risultato finale (quello legato alla proclamazione dell’ufficio centrale elettorale dopo il ballottaggio) può essere impugnato davanti al Tar. La giustizia amministrativa, peraltro. interviene secondo una casistica rigorosa e su questioni che devono essere ampiamente motivate e non generiche.

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