Politica Gallipoli

Schirosi chiama Venneri: "Collaboriamo per la svolta"

Il capogruppo del Pd interroga l'amministrazione: "Come si salveranno centro storico e monumenti?". Il sindaco intanto prepara uno staff di "alte professionalità". Il professore auspica dialogo

Il professor Gino Schirosi.

Potrebbe riprendere nel segno della distensione l'attività politica in seno all'assise cittadina di Gallipoli almeno cercando di interpretare il richiamo alla fattiva collaborazione giunto a Palazzo Balsamo, in queste ore, sottoforma di interrogazione a risposta scritta inoltrata dal capogruppo consiliare del Pd, Gino Schirosi. Il tutto mentre il Consiglio comunale dovrebbe riunirsi a breve anche dopo la richiesta di convocazione protocollata in Comune dai Consiglieri di opposizione incalzanti nei confronti della giunta Venneri con alcune proposte di deliberazione sul depuratore consortile, i gazebo di vendita per i pescatori e la pubblicazione degli atti amministrativi.

Anche l'ex candidato sindaco per il centrosinistra, Schirosi, ritiene necessario un intervento tempestivo e decisivo da parte del governo cittadino per porre fine ad ataviche criticità e problematiche che anche nella stagione estiva, che ormai volge al termine, sono state oggetto di rilievo in "negativo" per la città bella. Questo il preambolo del pensiero di Schirosi che esordisce proprio rammentando come per intervenire in maniera efficace nella risoluzione dei problemi di Gallipoli "sarebbe auspicabile nonché necessario instaurare, tra maggioranza e minoranza, un clima di sereno dialogo per una collaborazione propositiva e costruttiva". Schirosi chiama Venneri, quindi?

Poi entrando nel dettaglio il capogruppo consiliare del Pd preme per sapere in che modo l'attuale maggioranza di Palazzo Balsamo intenda operare per la salvaguardia del centro storico gallipolino e per il recupero dei beni culturali, monumenti e quant'altro riconduca alla memoria e alla produzione storica della antica e fascinosa Kale polis. "Tra tali e tante necessità invocate dalla città" ammonisce Schirosi, "da studiare con impegno, serietà e competenza in tempi immediati ed urgenti è tuttavia di assoluta priorità il problema dei problemi oggetto della presente, costituito dai beni culturali, il cui stato giace vergognosamente nel più totale abbandono, mentre invece dovrebbe costituire la migliore cartolina della città, almeno come immagine e ricaduta turistica. I cittadini, stanchi e umiliati, si aspettano una risposta esaustiva e definitiva ad una domanda ormai datata: la soluzione dell'opera di restyling della fontana antica da ingabbiare finalmente in plexiglas, il restauro di mura civiche, bastioni e torrioni, il destino del Rivellino, l'apertura e la fruibilità del museo civico, del teatro Garibaldi, ma soprattutto del Castello Angioino, l'unico in Italia a restare vietato alla collettività come contenitore culturale. Infine i criteri d'intervento, la sorte e la destinazione del mercato coperto, chi sa per quanto ancora costretto a convivere con l'antico maniero"

"Si tratta di un problema serio che riveste una valenza né ideologica né politica, ma civile e culturale" puntualizza ancora il "professore" del centrosinistra, "se infatti i beni culturali rappresentano la chiave di volta della crescita e dello sviluppo della città, il tema merita persino un approfondito dibattito in aula nel prossimo Consiglio Comunale a vantaggio di una conoscenza popolare la più ampia possibile. Sarebbe, questa, un'ottima opportunità da non trascurare". Ma il punto nevralgico è ancor più la città vera, ovvero il centro storico che secondo Schirosi "è paurosamente degradato". Da qui l'ulteriore sollecitazione al primo cittadino: "Gallipoli è il centro storico per eccellenza, cui invero dovrebbe guardare l'Unesco. Chi sceglie di non annoiarsi ed opta di soggiornare da noi non è indotto unicamente dal mare e dal sole. Turisti, forestieri, villeggianti e visitatori non approdano qui per il Corso Roma né per il lungomare Galilei. Sono attratti, in primo luogo, dal borgo antico, sin dalla scenografica piazza Aldo Moro.

Occorre pertanto concentrare attenzioni e risorse per renderlo più ospitale e vivibile, come si conviene per la nostra casa qualora si attenda una visita attesa e gradita. La città bastionata deve divenire un salotto, in ogni suo angolo. È una realtà di assoluto rispetto per cui vanno ribadite improrogabili priorità minime ed essenziali da perseguire nell'esistente, senza perdersi in progetti faraonici o astratti, se non superflui o inutili: civiltà, ordine, arredo urbano, decoro urbanistico, tutela dell'ambiente e del patrimonio storico-artistico. Questa l'emergenza e altrettanto mirati gli obiettivi primari: igiene pubblica intensiva, inclusa la Purità, fiore all'occhiello; regolamento razionale del traffico, categoricamente vietato, non solo in estate, ai non residenti e ai non addetti ad attività impiegatizie e commerciali - con rare eccezioni; razionale sistemazione del mercato ittico al dettaglio, tuttora nauseabondo; bonifica della scarpata di San Francesco ad uso pedonale, specie per bimbi in carrozzina, anziani e disabili; ripristino dell'antico basolato; restituzione delle piazze al cittadino con riguardo alle aree di pertinenza delle chiese; restauro dei palazzi di valore artistico con le modalità previste dalle leggi in materia di conservazione; rimessa in buon ordine dell'architettura urbana con rispetto del piano colore; presentabilità estetica delle case a corte con maggiore cura di infissi, balconi, verande e mignani; collocazione di panchine e fioriere nei punti naturalmente più importanti; particolare decenza della cerchia muraria". E chi più ne ha, più ne metta?.E ne discuta in Consiglio.

E forse anche in tale direzione viaggiano gli "atti concreti" a cui si richiama il sindaco Venneri che non ha voluto, ad oggi, rispondere alle non tanto velate accuse di "immobilismo" lanciate dall'opposizione anche a corredo dell'ultima richiesta di convocazione dell'assise. A Palazzo Balsamo intanto si lavora alla qualificazione della macchina amministrativa. Così almeno sembra emergere da uno degli ultimi provvedimenti della Giunta comunale relativo ad una nuova integrazione del "Regolamento Generale sull'Ordinamento di Organizzazione degli uffici e dei Servizi" resasi necessaria in quanto l'amministrazione intende istituire l'area delle "alte professionalità" (che non potranno avere funzioni dirigenziali) da attingere tra le eccellenze della pianta organica comunale o anche con l'apporto di esterni. E in arrivo anche il nuovo staff del sindaco?

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