Sabato, 19 Giugno 2021
Politica

L'onorevole Scilipoti assolve Ripa: "Omosessualità, una cosa anormale"

Da un sito tradizionalista cattolico il parlamentare più discusso degli ultimi mesi spezza una lancia in favore dell'ex assessore. La Federazione della sinistra attacca l'Udc: "Incompatibile con il centrosinistra"

Il sito cattolico

LECCE - La saga, nata dallo scivolone dell'assessore leccese Ripa , non accenna a terminare. Le dimissioni, rassegnate nella giornata di lunedì, non sono bastate per correre ai "ripa-ri" . Né hanno contribuito a concedere un riposo all'indice, quello del j'accuse, puntato  da, e verso, tutte le direzioni e colorazioni politiche. Che "le parole sono importanti" -  come sbraitava Moretti, nel suo grottesco film "Palombella rossa" - lo si vede anche nella neo-era-post-Ripa. Dopo la gaffe dell'ex assessore comunale al Traffico, un altro esponente della politica, deve aver dimenticato che proposizioni e teorie, finiscono sempre per restare archiviate in una grande scatola nera. Collettiva.

Dalla segreteria di Giuseppe Ripa, è stata diramata una nota. L'oggetto: “Ripa, santo subito”. All'interno, un pezzo estrapolato dalla web-vetrina della comunità ultracattolica, www.pontifex.roma.it. firmata da Bruno Volpe, l'articolo riporta un'intervista, a grande sorpresa, a Domenico Scilipoti, deputato di Popolo e Territorio. "L'omosessualità? Non cambio idea, per me era e resta una cosa anormale. Magari gli stessi che hanno sparato sul politico leccese, pensano come lui, ma per ipocrisia del politicamente corretto, non si esprimono, o addirittura lodano la condotta gay".

Scilipoti, che prima di occupare gli scranni di Montecitorio, faceva il ginecologo, ha difeso Ripa dagli attacchi di questi giorni, motivando l'arringa con teorie  tra il religioso, lo scientifico e l'esoterico. "Il consigliere leccese Ripa, ha di fatto detto che Vendola è gay. Ha detto la verità. Nessuno va offeso, anche se è gay. Tuttavia, se ha limitato, come pare, le sue affermazioni a dire che Vendola è gay e che la omosessualità è una cosa fuori della norma, non vedo il motivo delle scuse. Sul tema circola molta ipocrisia e anche di comodo".

Preoccupazioni sull'omofobia strisciante emersa in questi giorni, sono giunte dalla Federazione della sinistra. Non è stupita, Roberta Forte, dalla chiusura di Totò Ruggeri e dell'Udc, contrario al'istituzione del registro delle unioni civili, argomento tirato fuori in un servizio televisivo su Loredana Capone, per quanto la candidata alle primarie non ne avesse esplicitamente fatto menzione . Registo che per la segretaria provinciale del Prc, sarebbe invece "uno strumento concreto contro la pericolosa omofobia dilagante e l'affermazione del pieno diritto democratico all'eguaglianza ed al riconoscimento dell'altro".

Ciò che alla Fds proprio non va giù, è "che una forza estranea alla coalizione di centrosinistra, non solo venga indicata come discrimine di scelta tra i candidati alle primarie del centrosinistra in virtù di improbabili e temibili future alleanze, ma che addirittura tenti di condizionare le linee programmatiche dei candidati”, ammonendo dunque Loredana Capone che ha più volte rimandato ad una sua eventuale vittoria l’allargamento della coalizione progressista verso il centro. Questa illegittima intromissione dimostra già in nuce l'aberrante incompatibilità dell'Udc, una forza centrista dichiaratamente confessionale, con le politiche del centrosinistra ispirate alla laicità". Un fatto di priorità, per i federati della sinistra, che il prossimo 22 gennaio, sosterranno la candidatura di Carlo Salvemini.

Una Loredana Capone, nelle vesti di oplita, ha invece esortato ad un'incessante battaglia culturale. "Una città inclusiva, pilastro della città intelligente, è quello noi che vogliamo realizzare a Lecce" , ha affermato la candidata democratica. E lancia una "Lecce-friendly". Una città "amichevole", come ha affermato Paola Concia, intervenuta in un incontro, lunedì sera. "Friendly", dovrebbe divenire una sorta di brand, contraddistinguendo le attività imprenditoriali che si impegano in politiche e iniziative di inclusione e promozione dell'uguaglianza.

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