Sciolto il consiglio comunale di Scorrano: per la provincia di Lecce allarme mafia

Il Consiglio dei Ministri, riunitosi questa mattina, ha approvato la proposta del dicastero dell'Interno: a giugno una imponente operazione dei carabinieri, tra gli indagati anche il primo cittadino

Nelle immagini, alcuni momenti dei controlli dei carabinieri.

LECCE - Il Consiglio dei Ministri ha deliberato, su proposta del ministero dell'Interno, lo scioglimento del consiglio comunale di Scorrano per infiltrazioni mafiose. Sale così a quattro il numero dei commissariamenti disposti dal governo in provincia di Lecce: in corso sono, infatti, quelli di Sogliano Cavour, di Surbo e di Carmiano, decretato di recente.

A giugno, l'operazione "Tornado" dei carabinieri aveva portato alla notifica di 27 ordinanze di custodia cautelare, di cui 17 in carcere, con le quali la procura della Repubblica contestava, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, danneggiamento, detenzione di armi e di materiale esplodente, estorsione, ricettazione, spaccio di droga, porto abusivo di armi, sequestro di persona e violenza privata. Tra gli indagati, a piede libero, anche il primo cittadino, Guido Nicola Stefanelli per concorso esterno in associazione mafiosa. 

Le indagini, avviate poco dopo la tornata amministrativa del 2017, hanno fatto emergere l'estremo dinamismo criminale di una compagine, capace di estendere la propria influenza nel territorio magliese e fino a Otranto e Santa Cesarea Terme. Al vertice del gruppo, secondo i riscontri, un nome noto alle cronache, quello di Giuseppe Amato (alias "padreterno"), personaggio riconducibile a Giuseppe Cucurachi (detto "il giaguaro"), a sua volta ritenuto organico al potente clan Tornese di Monteroni. 

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Dal controllo delle attività di spaccio, l'ambito operativo del sodalizio si sarebbe presto esteso alle intidimidazioni e agli attentati a scopo estorsivo e ritorsivo ai danni di imprenditori. Non sarebbero mancati condizionamenti nei confronti della pubblica amministrazione e lo stesso Stefanelli, alla presenza di un assessore della sua giunta e in aperta campagna, sarebbe stato minacciato con un fucile a canne mozze a causa dei ritardi nell'aggiudicazione della licenza per la gestione del parco "La Favorita". L'episodio non è stato mai denunciato alle forze dell'ordine; le indagini, peraltro, hanno portato alla luce anche alcune promesse che Stefanelli avrebbe fatto. Non solo: il primo cittadino si sarebber pure rivolto all'organizzazione criminale, attraverso la mediazione di un dipendente di una cooperativa, per ridurre a più miti consigli un funzionario comunale con il quale vi erano divergenze. 

In attesa di una verità processuale, di là da venire, si prende atto dell'intervento dell'esecutivo che ha ritenuto, considerando l'attività istruttoria della prefettura, non esserci a Scorrano le condizioni per una corretta prosecuzione della vita amministrativa.

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