Sabato, 31 Luglio 2021
Politica

Sciopero dei trasportatori, Italia spaccata in due

Diverse le posizioni fra gli schieramenti. Teresa Bellanova dell'Ulivo parla di "vero e proprio ricatto" e chiede "garanzia di servizi minimi". Ugo Lisi di An: "Sottovalutato il loro malessere"

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Lo sciopero degli autotrasportatori sta spaccando il Paese. I cittadini sembrano dividersi fra chi ritiene giusta la protesta, nonostante i modi, e chi in questi modi non crede, perché vorrebbe la garanzia di servizi minimi. E schieramenti politici e le associazioni dei consumatori si ritrovano in disaccordo su diverse questioni. Fra i parlamentari salentini, Teresa Bellanova, dell'Ulivo, bolla il problema come un "vero e proprio ricatto", mentre Ugo Lisi, di Alleanza nazionale, parla di "sottovalutazione del malessere degli autotrasportatori". Per Bellanova "gli autotrasportatori hanno scelto una modalità di protesta che, a questo punto, porta le loro ragioni in secondo piano. Quello che emerge con maggior forza è il disagio arrecato ai cittadini che si ritrovano nell'impossibilità di fruire nei servizi minimi che vanno, invece, garantiti. Più che una forma di protesta si tratta di un vero e proprio ricatto del quale fanno le spesse soprattutto le fasce più deboli".

Teresa Bellanova rivolge quindi un appello "perché prevalga il senso di responsabilità e si ritorni a dialogare sui contenuti specifici della vicenda. Voglio ricordare che il Governo e il ministro Bianchi lavorano da tempo per affrontare i numerosi problemi del settore, e sono sempre stati disponibili al dialogo ed alla collaborazione con le associazioni di categoria. Del Protocollo sull'autotrasporto firmato lo scorso febbraio sono stati mantenuti numerosi impegni: un regolamento per l'erogazione di 70 milioni di euro per il ricambio dei veicoli di massa complessiva superiore alle 11,5 tonnellate e fondi per interventi in favore della logistica; agevolazioni fiscali; la possibilità di stabilire nei contratti di lavoro una diversa durata media della settimana lavorativa dei conducenti rispetto al limite di 48 ore fissato dalla direttiva. A questo si aggiunge un costante lavoro di controllo sui mezzi pesanti per il rispetto del codice della strada e delle norme sulla concorrenza nazionale e internazionale".

Bellanova fa anche riferimento al fatto che sarebbero in "corso d'attuazione gli impegni che riguardano la riforma delle leggi sull'autotrasporto", menzionando quindi il lavoro del centrosinistra sulle "nuove norme sui contratti dell'autotrasporto e sulla disciplina per l'accesso alla professione" e, sul fronte dell'accesso al mercato, la "soluzione predisposta dal governo grazie alla quale le imprese potranno entrare liberamente nel mercato acquisendo aziende o veicoli di imprese già attive sul mercato". Di ben altro tenore le parole di Ugo Lisi. "Ciò che appare strano e difficile da digerire - dice il deputato di An - è l'assenza di prospettive nella gestione dei problemi quotidiani a cui l'esecutivo Prodi ci ha abituato in questi lunghi e tristi mesi. Come si è fatto a sottovalutare il malessere degli autotrasportatori nei confronti dei quali si usa un pugno duro che non eravamo avvezzi a riconoscere al Governo. Ciò stride con la morbidezza con la quale, invece, si affrontano le vicende politiche interne alla maggioranza, dove per accontentare ora questo ora quello, oggi l'uno domani l'altro, si è disposti a rinnegare la propria esistenza e quella dei propri avi".


"E siccome i mali non vengono mai da soli - dice ancora Lisi, in un discorso più ampio e che tocca i consumi in ribasso ed i rincari delle bollette - e le tappe del calvario del centrosinistra al Governo non si esauriscono a Roma, ma proseguono fino a Bari, siamo al paradosso che mentre gli autotrasportatori bloccano l'Italia per chiedere la diminuzione del prezzo della benzina, Vendola e compagni propongono l'aumento dell'accisa sul carburante per salvare un bilancio colmo di buchi come una groviera, causato dalla loro pessima e fallimentare amministrazione. Non si tratta di vedere la realtà a tinte fosche, quanto di prendere piuttosto atto dell'incapacità di chi attualmente ci governa di affrontare e risolvere i problemi in maniera concreta. La speranza è quella di poter assistere ad un repentino cambio di rotta al fine di vedere che, finalmente, si colpiscono gli sprechi e gli sperperi e si lascino le famiglie in un clima di maggiore serenità socio-economica".

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