Domenica, 25 Luglio 2021
Politica

Sciopero nazionale dei sindacati, presidio in prefettura: “Tenuta sociale a rischio”

A Lecce presidio in via XXV luglio. I lavoratori incrociano le braccia per 4 ore. Cgil Cisl Uil saranno ricevuti dal prefetto di Lecce: "Necessario il rifinanziamento della Cig per la stabilità, nel Salento più di 5 milioni di ore da gennaio a ottobre 2013"

Foto di repertorio (@TM News/Infophoto)

LECCE - Cgil, Cisl e Uil della provincia di Lecce proclamano lo sciopero di 4 ore in tutti i settori del territorio per venerdì 15 novembre, in concomitanza con lo sciopero nazionale unitario e a conclusione di una settimana di mobilitazione che ha coinvolto lavoratori e pensionati, con assemblee tenutesi nei luoghi di lavoro e nelle sedi sindacali di tutta la provincia.

La mobilitazione, che ha l’obiettivo di imprimere una svolta coraggiosa alla legge di stabilità, culminerà nel presidio unitario che Cgil Cisl Uil terranno venerdì davanti al palazzo della prefettura, in via Umberto I a Lecce. Durante il presidio i segretari generali saranno ricevuti dal Giuliana Perrotta per consegnare il documento con le motivazioni dello sciopero,  tra cui la richiesta di rifinanziare la cassa integrazione e di dare certezze ai lavoratori esodati. Nella provincia di Lecce, le ore concesse alle aziende per la cig, tra ordinaria, straordinaria e in deroga, da gennaio a ottobre 2013, sono  5 milioni 36 mila e 886.

“C’è una differenza considerevole tra le cifre del 2012 e quelle del 2013 nel Salento – sottolineano Cgil Cisl e Uil Lecce - . Nel periodo gennaio-ottobre dello scorso anno, registravamo ben 7 milioni 944mila 552 di ore di Cig totali. C’è un calo delle ore di cig nel nostro territorio che però, a nostro avviso, non rappresenta la ripresa produttiva per moltissime aziende. Tutt’altro. All’interno dei totali, infatti, c’è il consistente decremento del finanziamento della cig in deroga, quella concessa per governare situazioni straordinarie determinate dalla crisi o per aiutare realtà lavorative che, secondo la normativa vigente, non vedrebbero altrimenti la copertura di ammortizzatori sociali: 4 milioni 723mila 431 ore nel 2012 (gennaio – ottobre) contro le attuali 978 mila 638 (gennaio – ottobre) sono le ore di cassa integrazione in deroga finanziate”.

La cifra molto più bassa, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, di ore pagate di ammortizzatori sociali in deroga è determinato, secondo i tre confederali dal fatto che le risorse stanziate dal governo nazionale per la Puglia sono insufficienti per far fronte alle esigenze del territorio, e questo nonostante l’introduzione dei criteri più restrittivi per l’accesso alla Cig in deroga in Puglia: “Moltissimi lavoratori hanno ricevuto soltanto le indennità  dei primi quattro mesi del 2013 e alcuni di loro sono fermi addirittura a febbraio”, sottolineano i confederali. 

Il sindacato unitario ha chiamato alla mobilitazione, in sostegno della piattaforma “Cambiare la legge di stabilità 2014. Dagli sprechi e dalle rendite più risorse ai lavoratori e ai pensionati”, i lavoratori dell’industria, dei servizi, del pubblico impiego e i pensionati.

“Siamo consapevoli del sacrificio chiesto ai lavoratori, in questo momento di grave crisi, - proseguono i tre segretari – ma è proprio questo il momento in cui occorre chiedere con forza una diversa politica economica che dia prospettive di crescita e sviluppo ai territori di questo Paese. Serve una virata netta perché la legge di stabilità corrisponda davvero agli obiettivi dichiarati quotidianamente dal governo e quotidianamente disattesi” .

Anche i sindacati degli inquilini Sunia, Sicet ed Uniat hanno confermato la loro adesione allo sciopero. Parteciperanno, dicono, allo scopo di abbassare gli affitti, fermare gli sfratti, cancellare la tassa iniqua sugli inquilini, aumentare le risorse per il Fondo affitti e per il Fondo per le morosità incolpevoli.

“Il governo ha annunciato per le prossime settimane un provvedimento che dovrebbe affrontare l’emergenza abitativa, ma intanto nel disegno di Legge di stabilità non sono previste le misure economiche necessarie per affrontare il disagio abitativo, anzi ci sono previsioni che aggravano il costo dell’abitare per gli inquilini e per gli assegnatari”, spiegano i segretari che rivendicano delle correzioni alla legge di stabilità: la possibilità di detrarre l’affitto pagato dal reddito degli inquilini; l’eliminazione della cedolare secca per i canoni liberi e mantenerla solo per i contratti concordati abbassando l’attuale aliquota e l’eliminazione della Tasi per gli inquilini.

Domani 15 novembre, scenderanno in piazza anche gli studenti con il medesimo fine di lanciare al governo un ultimatum per cambiare la legge di stabilità, invertire le politiche recessive dettate dall'Unione europea, ricostruire la democrazia e la partecipazione, rifinanziare scuole, università e diritto allo studio. Da Lecce il corteo partirà alle ore 9.00 dalla stazione.  “Crediamo che nella legge di stabilità ci siano troppe disposizioni inique che continuano ad andare nella direzione di un modello economico che aumenta i profitti di pochi e impoverisce chi sta pagando la crisi ormai da troppo tempo – spiegano gli universitari della rete Link – Udu -. Con il passaggio dall'Imu alla Trise, ovvero da una tassazione patrimoniale a una sui servizi, si determinerà uno spostamento del carico fiscale dai proprietari agli inquilini. In particolare, migliaia di studenti fuorisede, non potendo sostenere la nuova tassa, saranno spinti verso l'affitto in nero. Chiediamo l'esenzione degli studenti fuorisede e delle fasce deboli dal pagamento della Trise, e una più generale riforma della tassazione che sposti il carico fiscale da lavoratori e consumatori al patrimonio e alla rendita, in particolare quella finanziaria”.

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