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La manifestazione davanti alla preefettura

La manifestazione davanti alla preefettura

Lavoratori di Federdistribuzione in prefettura. Confederali diffidano Coop

I dipendenti della grande distribuzione (centri commerciali e affini), hanno manifestato questa mattina. Il sindacato, intanto, punta il dito contro Coop per volantini che disincentivano lo sciopero

LECCE – Nella situazione preoccupante, un po’ di positività: a manifestare, nello sciopero di questa mattina con i lavoratori di Federdistribuzione, vi erano anche quelli aderenti a Confcommercio: loro che, invece, l’adeguamento del contratto lo hanno già avuto. Gli uni per dimostrare solidarietà agli altri. I primi si sono presentati in via XXV Luglio, accompagnati dai rappresentanti sindacali della Cgil, Cisl e Uil. Una delegazione è stata anche ricevuta dal prefetto di Lecce, Claudio Palomba, al quale si chiede ora la riapertura di un tavolo.

La vicenda dei lavoratori impiegati nella distribuzione, cooperative comprese, riguarda il mancato rinnovo dei contatti e adeguamento dei salari. Federdistribuzione pur essendo un’associazione di categoria minoritaria, meno corposa - avrebbe richiesto automatismi su deroghe che riguardano anche la malattia e i festivi. In sostanza, come dire, se il datore si ritrova in crisi, potrebbe non essere tenuto a non corrispondere la maggiorazione per il lavoro dei giorni segnati in rosso sul calendario.

Tra una deroga e un’altra, i lavoratori perderebbero in questo modo circa mille e 800 euro spalmati in un anno. E’ per questo che le organizzazioni sindacali chiedono non muri, ma soluzioni condivise tra le parti. Negli ultimi giorni, nello specifico, Filcams. Uiltucs e Fisascat hanno presentato a livello nazionale una diffida nei confronti della Coop.

Stando a quanto riferito dal sindacato, sarebbero stati affissi dei volantini, all’interno dell’ipermercato, per disincentivare il personale allo sciopero di oggi. Proprio i lavoratori della Coop, peraltro, sono gli stessi che, due anni addietro, quando si è parlato di oltre 140 esuberi, hanno deciso di frenare il proprio contratto integrativo, pur di non essere licenziati. Il tutto mentre, intanto, i loro colleghi dell’Emilia Romagna, quei contratti li avevano appena sottoscritti.

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