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Sciopero del pubblico impiego. Fsi: "Salari ridotti all'osso"

Il sindacato ha organizzato una manifestazione in prefettura per rivendicare aumenti consistenti in busta paga e la stabilizzazione dei precari

LECCE – I dipendenti della pubblica amministrazione, iscritti al sindacato Fsi-Usae, oggi hanno incrociato le braccia per protestare contro la perdita del potere d’acquisto ed i salari ridotti ormai all’osso.

Il sindacato ha proclamato 24 ore di sciopero chiamando a raccolta davanti alle prefetture di tutta Italia, Lecce compresa, i lavoratori del comparto sanitario e dell’istruzione pubblica. “Le buste paga dei dipendenti pubblici sono ormai ferme da oltre 8 anni e il potere d’acquisto è stato fortemente limitato e pregiudicato dall’accordo del 30 novembre 2016, sottoscritto dal governo e dai confederali Cgil, Cisl e Uil alla vigilia del referendum costituzionale di dicembre”, ha spiegato il segretario Francesco Perrone a margine della manifestazione che si è tenuta in via XXV luglio e che ha visto la partecipazione di un centinaio di persone, tra cui molti precari.

“Il previsto aumento di 40 euro netti mensili in busta paga è un’elemosina e i lavoratori considerano questa misura al pari di un bluff – ha aggiunto il sindacalista -. L’accordo, infatti, non ha assolutamente tenuto in considerazione le corrette e reali esigenze retributive, necessarie per recuperare almeno in parte il potere d’acquisto degli stipendi. I contratti di lavoro dei settori privati sono stati rinnovati, nel frattempo, per ben due volte e con aumenti mensili medi di circa 130 euro”.

“Per quanto ci riguarda – aggiunge il referente Fsi – riteniamo necessario un aumento mensile medio di 250 euro pro capite per porre rimedio a questa ingiustizia: i dipendenti pubblici rappresentano una risorsa e non un costo”.

Un capitolo a parte è rappresentato dal precariato che attanaglia il comparto sanitario: “Chiediamo al governo di porre fine alla piaga del precariato, procedendo con le stabilizzazioni e lo sblocco del turn over per permettere lo scorrimento delle graduatorie esistenti in tutta la Puglia”, conclude Perrone che al termine della manifestazione ha incontrato il prefetto di Lecce, Claudio Palomba, cui ha consegnato un documento che riassume i motivi della mobilitazione nazionale.

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