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Sanitaservice verso una svolta. Aumento delle ore obiettivo più vicino

Lo sciopero regionale proclamato da Usb ha ottenuto una grande adesione. I lavoratori ed il sindacato hanno incontrato l'assessore Pentassuglia, ribadendo la necessità del full time e la modifica delle linee guida. Nuovo tavolo venerdì 12 settembre

BARI – I lavoratori di Sanitaservice tornano alla carica. E lo fanno alzando il tiro della protesta con due pullman in partenza da Lecce per assicurare la massima partecipazione allo sciopero regionale di tutte le Sanitaservice indetto oggi dal sindacato Usb. Come previsto l’astensione ha ottenuto una larga partecipazione: più del 50 percento dei dipendenti afferenti alla Asl di Lecce ha infatti scelto di partecipare. Quasi completa l’adesione dei lavoratori del servizio informatico Ced che rischiano di essere nuovamente ceduti all’esterno, per effetto delle linee guida regionali in materia di sanità approvate dal governo di via Capruzzi nel dicembre 2013.

Per scongiurare quello che definiscono “un ritorno al passato”, controproducente dal punto di vista dei diritti acquisiti e della stabilità lavorativa, ma anche sul versante economico, oltre 300 dipendenti delle Sanitaservice hanno sfilato sul lungomare Nazario Sauro, dove ha sede la giunta guidata da Nichi Vendola.

Viabilità bloccata a lungo, fischietti alla mano, i più motivati erano senz’altro gli ausiliari, i pulitori e gli addetti informatici della società in house salentina. I primi lamentano, infatti, una presunta discriminazione operata ai loro danni: diversamente da quanto accaduto nelle aziende gemelle dell’intera regione, 500 persone sono rimaste ferme al palo del part-time. E questo nonostante vi siano tutte le condizioni, secondo l’Unione sindacale di base, per arrotondare lo stipendio fino alla soglia del tempo pieno.

La convinzione di Usb circa la necessità di aumentare il monte orario a tutti si è rafforzata dopo che i sindacalisti hanno preso visione del riassunto del nuovo business plan della Asl di Lecce. “Quella sintesi contiene tutte le premesse per l’aumento del monte ore e la stessa direzione sanitaria locale ci ha fatto una proposta che abbiamo accolto almeno in parte: - spiega il referente Enzo Cortese – aumento del monte orario fino alle 30 settimanali a partire dal mese di ottobre. Non è chiaro però il termine entro il quale tutti i lavoratori potranno finalmente passare al full time”.

Per accettare quella proposta i sindacalisti chiedono, in cambio, un impegno preciso e scritto da parte dell’assessorato regionale alla Sanità di aumento del monte ore fino al full time e la modifica delle linee guida regionali finalizzata a salvare l’internalizzazione dei servizi, a partire da quello informatico che potrebbe essere esternalizzato a partire dal prossimo marzo 2015.

Usb ha ribadito la sua posizione nel corso dell’incontro che si è tenuto con il nuovo assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia. E, durante il colloquio, i sindacalisti hanno voluto accendere un faro sull’ennesima, presunta, anomalia che riguarda la Asl di Lecce: “Ci sono molti ausiliari, circa 60, che sono andati in pensione ma non sono mai stati rimpiazzati dal personale della Sanitaservice – aggiunge Cortese -, diversamente da ciò che è accaduto presso le altre Asl della regione. Il calcolo di quelle quote ci permette, però, di raggiungere il full time e di questo abbiamo chiesto conto a Pentassuglia”.

Per parte sua l’assessore sembrerebbe essersi impegnato, almeno dal punto di vista politico, a risolvere l’impasse, convocando un nuovo tavolo in Regione Puglia per venerdì 19 settembre, alla presenza di tutti i sindacati, del management aziendale e sanitario e delle Rsu di Sanitaservice. “Auspichiamo che quest’incontro possa essere quello risolutivo – concludono da Usb – e per parte nostra potremmo arrivare anche a sciogliere il presidio di protesta allestito nella sede della direzione generale di via Miglietta”.

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