Giovedì, 23 Settembre 2021
Politica Gallipoli

Scirocco o tramontana? Vento di polemica sul porto

Gallipoli, s'infiamma il dibattito politico sulla progettualità dell'approdo turistico e del porto peschereccio. La maggioranza "discute" le linee guide suggerite da Coppola. Pdl rifiuta diktat

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GALLIPOLI - La maggioranza di Palazzo Balsamo cerca di accelerare sullo sviluppo portuale, e sul fronte del porto soffiano nuovi venti di polemica. Su sollecitazione del capogruppo della civica Grande Gallipoli, Giuseppe Coppola, si parla di approdi turistici, di porto peschereccio e delle linee guida da seguire per regolamentare e fronteggiare contenziosi amministrativi e surplus di richieste di concessioni demaniali. E la maggioranza si interroga e discute sulla proposta di deliberazione da approvare in Consiglio comunale, e che in buona sostanza delinea almeno tre capisaldi entro in quali i soggetti privati proponenti devono adeguarsi e uniformarsi per realizzare i futuri approdi turistici. In sintesi: è il Comune che deve stabilire le regole e i "paletti" e quindi pubblicare (su indicazione preliminare del Consiglio) un avviso per reperire progetti utili a concretizzare lo sviluppo portuale della città. E Coppola va un tantino oltre, prefigurando per lo sviluppo complessivo del sistema portuale una direzione ben definita (e motivata) verso il versante di "tramontana".

Ovvero, sviluppo portuale immediato e ricompreso tra il Seno del Canneto e sino alla darsena Porto Gaio ubicata a nord della città. Una sollecitazione programmatica e di merito che ovviamente ha scatenato subito le reazioni puntigliose dei consiglieri dell'opposizione all'amministrazione Venneri e nello specifico dall'intero gruppo consiliare del Pdl e dal capogruppo della Puglia Prima Di Tutto, Giovanni De Marini. "Sappiamo che, su input del consigliere Coppola, i destini portuali di Gallipoli si starebbero orientando verso l'area costiera di tramontana" accusano dal gruppo Pdl, "prendiamo atto, di conseguenza, che la giunta Venneri ha messo in soffitta la malsana idea di pensare di poter allocare all'interno del glorioso porto commerciale e peschereccio una serie di banchine galleggianti che, lungi dall'essere volano di alcunché, sarebbero state solo e soltanto dighe e barriere per lo sviluppo futuro. Messa da parte quest'idea miserrima, apprendiamo che ci si starebbe indirizzando a 'tramontana', escludendo 'scirocco' per non si comprende quali ragioni.

"Sarebbe bene" concludono dal gruppo Pdl, "che si fosse più chiari e si giocasse a carte scoperte. Lo sviluppo di una città lo decidono le sue istituzioni, sempre che queste abbiano un'idea. La costruzione di uno o più porti turistici e pescherecci sulla nostra costa è certamente una priorità. Ma è inutile tagliarsi le gambe rinunciando porzioni di territorio sui quali, sempre rispettando l'ambiente, gli investimenti privati possono essere attratti. Ciò che occorre è parlare, dibattere, leggere e studiare i progetti pervenutici e non pensare di scegliere in stanze oscure, alla penombra di ogni forma di trasparenza ciò che sarà fondamentale per lo sviluppo della Città bella".

Il Comune pensa al bando e Coppola "detta" le sue regole

Nuove norme e direttive per consentire di realizzare il porto turistico e il porto peschereccio per la città di Gallipoli. Un piano regolatore portuale e non solo. E' su questo, come anticipato le scorse settimane, che sta lavorando l'amministrazione Venneri per regolamentare la materia dopo il blocco dell'iter sul progetto di Italia Navigando (congelato dal Tar che ha rimesso il tutto nelle mani della Regione) e dopo il parere negativo della Provincia di Lecce sulla valutazione di impatto ambientale relativa alla richiesta presentata dalla società Medea srl finalizzata alla realizzazione di un porto turistico e peschereccio sul versante di scirocco nella zona Giudecca.

Ed essendo almeno 14 le richieste private di concessione demaniale e di progettualità turistica giunte in Comune, ecco la proposta da valutare in Consiglio comunale formulata da Coppola che prevede la pubblicazione di un bando, appositamente redatto dai dirigenti di settore, finalizzato a reperire proposte progettuali di portualità, ferme restando le seguenti condizioni: lo sviluppo complessivo del sistema portuale deve essere compreso tra il seno del Canneto e sino alla darsena Porto Gaio ubicata a nord della città; deve essere realizzato a cura e spese del proponente un moderno porto peschereccio direttamente collegato con il mercato ittico all'ingrosso e idoneo ad ospitare l'intera flotta peschereccia così come certificata dalla Capitaneria di Porto; nella previsione di riconversione del porto mercantile in porto turistico è necessario destinare una parte del molo foraneo per l'attracco di navi da crociera e commerciali; deve essere garantito il rapporto di (3:1) tra la realizzazione di posti barca a mare e posti barca a terra e individuare le ulteriori opere da realizzarsi a favore dell'Amministrazione individuate come di opere di "ristoro ambientale" così come previsto dalla normativa vigente.


"E' necessario arginare il prevedibile il rischio" dice Giuseppe Coppola, "di un incremento vertiginoso dei contenziosi amministrativi a causa dell'assenza di una idonea pianificazione sullo sviluppo portuale".

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