Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

"Siamo al livello più basso della politica". Scontro aperto nel centrodestra

Angelo Tondo e Antonio Gabellone replicano a Giordana Guerrieri che, candidata con Direzione Italia, ha deciso di passare nel gruppo misto in attesa dell'ingresso della Lega in consiglio comunale

I banchi del centrodestra a Palazzo Carafa.

LECCE – Nel centrodestra salentino e in quello leccese in particolare le acque non accennano a calmarsi. I protagonisti dell’ultimo round di un match tutto interno alla coalizione, iniziato durante la campagna elettorale per le amministrative del capoluogo nel 2017, sono la Lega e Direzione Italia.

L’elezione di Stefano Minerva alla presidenza della Provincia ha scatenato una serie di reazioni a catena. Direzione Italia ha pubblicamente attribuito a Roberto Marti, senatore della Lega, il ruolo di regista occulto di una operazione politica voluta per nuocere il candidato del centrodestra, Gianni Marra.

Il diretto interessato ha respinto al mittente il capo d’accusa mentre una consigliera comunale leccese, Giordana Guerrieri, candidata alle comunali nella lista Direzione Italia e subentrata a Palazzo Carafa al posto di Attilio Monosi, ha comunicato l’adesione al gruppo misto in attesa della formazione del gruppo della Lega (sono necessari tre consiglieri).

A Guerrieri hanno risposto, con una precisazione, Antonio Gabellone e Angelo Tondo, rispettivamente coordinatore provinciale e capogruppo al Comune di Lecce di Direzione Italia: “Continua la mistificazione della realtà da parte dei rappresentanti Lega. Giordana Guerrieri in questa legislatura non ha mai aderito al gruppo di Direzione Italia e, come è noto, già dalle elezioni politiche ha attivamente partecipato alla campagna elettorale della Lega e non ha mai partecipato a nessun incontro del nostro movimento dal giorno dopo le elezioni comunali di Lecce. Per i due esponenti del movimento fondato da Raffaele Fitto si tratta di “un comportamento non più tollerabile che tende sempre a falsificare tutto ed il contrario di tutto. Siamo arrivati al livello più basso della politica”.

Tutto lascia presupporre, in fondo, che nel centrodestra sia in corso un accerchiamento nei confronti del nucleo storico che ha fatto per anni del Salento la roccaforte di Raffaele Fitto, anche dopo la rottura con Silvio Berlusconi. Protagonisti sono da una parte il senatore Marti, l'unico vincitore dello schieramento alle scorse politiche, e il gruppo di amministratori locali che hanno deciso di sposare la causa della Lega approfittando anche del vento favorevole che spira a livello nazionale a beneficio del partito di Salvini; dall'altra, i movimenti Andare Oltre e Puglia Popolare che si comportano da guastatori rivendicando una pari dignità di trattamento rispetto alle forze tradizionali della coalizione. e che non esitano a votare apertamente per Stefano Minerva alla presidenza della Provincia. Forza Italia e Fratelli d'Italia, invece, restano piuttosto tiepidi rispetto a questa conflittualità, consapevoli che i rapporti di forza non sono più quelli di qualche anno addietro.

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