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Martedì, 31 Gennaio 2023
Politica

Scontro nel Pdl sulle “mamme commesse”. Martella attacca D’Antini

Il consigliere comunale, già delegato alle Politiche sociali, critica l'assessore provinciale per il progetto di inserimento lavorativo di sei donne: "Finita la campagna elettorale a Lecce, inizia quella di Surbo". Ma Marti la difende

 

LECCE - “Mi sorprende che il progetto delle mamme commesse si espleti esclusivamente nella città di Surbo (Brico Center) e nella città di Lecce (City Moda e Nemola), dove ruota l’attività politica dell’assessore Filomena D’Antini - Solero. Nei comuni di Tricase, Maglie, Galatina, Gallipoli, Nardò, Campi, Cavallino, non esistono mamme commesse e centri commerciali”?

Con questa domanda retorica il consigliere comunale del Pdl Roberto Martella va all’attacco dell’assessore provinciale alle Politiche sociali e alle pari opportunità Filomena D’Antini Solero, promotrice del progetto che prevede un percorso di formazione per ventisei madri con determinati requisiti finalizzato ad un’esperienza lavorativa prevalentemente durante i fine settimana come addette alla vendite.

Martella, che nella scorsa consiliatura era delegato dal sindaco Perrone alle politiche sociali e presidente dell’istituzione Servizi sociali, non usa giri di parole per spiegare la presunta ragione per la quale l’impatto del progetto sarebbe stato limitato ad un ristretto ambito territoriale:  “Registro che siamo alla fine di una campagna elettorale difficile a Lecce e ne inizia una nuova a Surbo. La politica non può essere usata a misura di assessore, ma deve essere utilizzata a misura dei cittadini in scala provinciale. Probabilmente l’assessore mi risponderà che solo queste tre ditte hanno risposto al bando, sicuramente sarebbe stato importante e trasparente spalmare le ventisei unità su scala provinciale, per non generare dubbi legittimi nella gente”.

Roberto Martella conclude il suo affondo rifacendosi alle considerazioni del consigliere Antonio Lamosa, che avrebbe gradito un coinvolgimento nel progetto anche dei piccoli commercianti del capoluogo. 

 

"Non sono mai favorevole alle polemiche ma, nel caso specifico, mi auguro veramente che queste cessino al più presto. Il progetto in questione è meritevole di grande attenzione e stima, tutelando una categoria sociale, le donne lavoratrici, a cui è necessario guardare con grande attenzione e sensibilità. Mi preme manifestare il mio apprezzamento all'amministrazione provinciale per averlo promosso già tempo addietro, rendendo Lecce e il Salento esempio illustre a livello nazionale. 
 
Roberto Marti interviene in difesa dell'assessore: "Non perdiamo tempo a polemizzare".
 
In difesa dell'assessore provinciale è intervenuto il consigliere regionale Roberto Marti, esponente di spicco del Pdl: "Se esistono strumenti e risorse che i territori periferici possono intercettare per la crescita e lo sviluppo delle città o per la tutela delle categorie deboli, questi devono essere utilizzati a dovere. L'impegno, in questo senso, deve essere comune e condiviso. Ecco perché apprezzo e sostengo con forza la perseveranza dell'assessore provinciale Filomena D'Antini, che intende attivarsi per verificare se esistano risorse nel merito anche per il 2012 e convocare di un tavolo di conciliazione vita-lavoro, che interessi le aziende presenti sul territorio e destinatarie di finanzianti statali per offrire loro un supporto tecnico nella progettazione. Se l'iter dovesse funzionare e, soprattutto, se le commesse dei festivi dovessero radicarsi nei sistemi aziendali del territorio provinciale, certamente a giovarne sarebbero le donne salentine. Dunque, mi chiedo: perché polemizzare, quando si potrebbe lavorare tutti in una sola direzione? Promuoviamo e, soprattutto, concretizziamo i progetti, quando questi hanno una valenza per i nostri concittadini. Non perdiamo del tempo ad ostacolarli". 
 
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