Da un piccolo circolo al rischio di smottamento. Scontro nel Pd

La rimozione del segretario a Cavallino ha innescato una serie di reazioni contro la decisione di Piconese

Il segretario provinciale, Salvatore Piconese.

LECCE – Monta la tempesta in casa del Partito Democratico. Il commissariamento del circolo di Cavallino ha innescato una serie di reazioni tra i principali esponenti salentini: da ultimo quella del deputato Salvatore Capone.

La scorsa settimana il segretario provinciale Salvatore Piconese ha rimosso dall’incarico Roberto Serra, a pochi mesi dal voto per il rinnovo del consiglio comunale. Il motivo dello scontro risiede proprio nella ricerca delle alleanze.

Cavallino è il feudo storico di Gaetano Gorgoni, già sindaco, deputato del Partito Repubblicano e sottosegretario di Stato. Attualmente è assessore alla Cultura. Secondo il segretario provinciale, Salvatore Piconese, la linea politica di Serra condannerebbe il Pd a essere “stampella di poteri vecchi e consolidati” mentre urge un'azione politica per aprire una nuova fase di cambiamento in cui il Pd diventi protagonista, uscendo dalla marginalità e dallo stallo in cui l'ex segretario cittadino lo aveva relegato”. Per il segretario di Cavallino invece la sua colpa è quella di aver detto no ad un’apertura a forze politiche anche di destra.

Secondo il consigliere regionale Sergio Blasi, invece, "agendo al di fuori dello statuto, e violando il sacrosanto diritto di un circolo di autodeterminarsi, la segreteria provinciale ha nominato un trio di commissari pronti a traghettare il Pd al seguito di una candidata sindaco di fede politica missina e in coalizione con Forza Italia. Una operazione che segna la morte della politica e l’inizio della lotta per il potere fine a sé stesso. La messa in soffitta della militanza per lo sdoganamento definitivo dell’inciucio”.

Questa versione dei fatti è stata smentita dal segretario provinciale che ha anzi accusato Serra di aver sostenuto "nel corso delle varie riunioni l'ipotesi di costruire una lista civica allargata, capace di includere il Pd e altre forze di estrazione diversa dal centrosinistra”. Questo fino a ieri, mentre è di oggi la presa di posizione di Salvatore Capone che parla senza remore di violazione palese dello statuto del partito.

“In gioco – ha spiegato il parlamentare - non è solo l’operato del segretario di circolo, l’amico Roberto Serra, ma l’agibilità politica stessa di un partito e dei suoi iscritti, dei suoi militanti. A meno di non voler mortificare l’esistenza del Pd sul territorio, vale la pena ribadire la necessità e l’urgenza di un confronto sulle prossime consultazioni elettorali anche per affrontare nel modo più ampio e corretto possibile il nodo alleanze”.

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“Un confronto di cui l’intero partito avverte il bisogno – ha proseguito Capone - perché gli appuntamenti elettorali non siano questione di pochi ma coinvolgano l’intero corpo del partito sul territorio e possano trasformarsi in incontro pieno con le elettrici e gli elettori”. Per i prossimi giorni è lecito dunque attendersi sviluppi, anche perchè questa vicenda, come altre in passato, sembra riportare in superficie la contrapposizione tra la varie anime del partito che si è consumato, prima, durante e dopo la fase congressuale che nel novembre del 2013 ha portato all'elezione di Piconese.

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