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Anche la polizia a Palazzo Carafa.

Anche la polizia a Palazzo Carafa.

Scontro per la Lupiae: "Lavoratori sobillati da chi in passato li ha presi in giro"

I movimenti vicini al sindaco Salvemini molto preoccupati per il tentativo di "attori politici e sindacali" di additarlo come il responsabile della crisi

LECCE – Il confronto a tratti esasperato avvenuto ieri nell’aula consiliare dopo l’occupazione da parte di un gruppetto di operai e sindacalisti autonomi di Lupiae Servizi è suonato come un campanello d’allarme. Il sindaco, di ritorno dalla prefettura dove aveva appena firmato il protocollo d’intesa con il capo della polizia per la nuova sede della questura, è stato scortato fin dentro Palazzo Carafa dal personale della Digos, oltre che dal maresciallo di polizia locale che ha il compito di seguirlo.

Ad attenderlo, si diceva, alcuni dipendenti della partecipata dal Comune preoccupati dalla situazione di stallo che impedisce, al momento, la corresponsione di alcuni stipendi arretrati. La società versa in uno stato di grande precarietà e sul suo destino è in corso uno scontro molto acceso. Per Salvemini, che da mesi è impegnato a trovare una via d’uscita che salvaguardi i livelli occupazionali, i margini di manovra sono molto ristretti, ma la minoranza lo ha sempre accusato di avere un pregiudizio nei confronti della Lupiae Servizi, tanto da non fare abbastanza per salvarne le sorti. Così la contesa politica rischia di creare qualche cortocircuito, perché sul fuoco dell’esasperazione è pericoloso soffiare.

Tre movimenti che sostengono l’amministrazione comunale, più il Pd, hanno dunque deciso di porre un argine ad ogni ipotesi di degenerazione, diffondendo una nota a firma di Francesco Calabro (Lecce Città Pubblica), Giuseppe Fornari (Una Buona Idea per Lecce), Nicolangelo Barletti (Idea per Lecce) e Maurizio Deta (segretario cittadino del Pd).

“È in atto ormai da tempo - scrivono un gioco molto pericoloso, finalizzato a colpire la persona del sindaco, che con vergognoso cinismo viene indicato ai lavoratori come responsabile dello stato di crisi dell'azienda. Si tratta di un comportamento irresponsabile e scellerato, da parte di alcuni attori politici e sindacali, che ostacola l’operazione di salvataggio della  Lupiae e con essa l’interesse dei lavoratori e di tutta la città”.

“Come rappresentanti del partito e dei movimenti che sostengono l’attuale amministrazione, siamo stati in questi mesi testimoni dell’impegno quotidiano, della trasparenza e della professionalità con cui il sindaco sta lavorando per garantire una prospettiva di sopravvivenza alla Lupiae Servizi. Anche i cittadini leccesi - che non vivono la vicenda da spettatori passivi ma da attori, in quanto veri soci unici dell'azienda - ne sono testimoni. E sono testimoni, al contempo, dell'azione di coloro che in queste ore drammatiche, per puro tornaconto personale, puntano al peggio”.

“Desta profondo sconcerto, in una città civile, il fatto che le forze dell’ordine siano costrette a proteggere il sindaco, nella casa comunale, dalla rabbia scagliatagli contro da agitatori vili e sconsiderati. Esprimiamo solidarietà a tutti i lavoratori Lupiae, per i quali manifestiamo rispetto e comprensione. Devono sapere che il sindaco Salvemini, con la sua serietà, rappresenta per loro la garanzia di un impegno massimo per garantire continuità all'azienda e ai loro posti di lavoro. Al contrario di quanti, pur di perseguire meschinamente i propri fini politici, non esitano, come non hanno esitato in passato, a prenderli in giro”.

Sentire Civico: "Buona idea di unire Sgm e Lupiae"

Sulla questione Lupiae è intervenuto anche Giancarlo Capoccia, coordinatore provinciale di Sentire Civico, movimento di riferimento del consigliere comunale e già vice sindaco nella giunta precedente, Gaetano Messuti.

“Diamo atto, dopo due mesi di dichiarazioni del sindaco Carlo Salvemini, che la risoluzione della crisi aziendale della Lupiae non può avvenire solo e soltanto per il tramite del concordato preventivo ma che esistono, finalmente, anche altre soluzioni quale l’accordo di ristrutturazione previsto dall’articolo 182 bis della legge fallimentare. Vorremo però ricordare al sindaco che se non individua da subito quali servizi intende assegnare alla Lupiae, e quanto è il costo di questi servizi, non basterà ne il concordato preventivo ne l’accordo di ristrutturazione per salvare l’azienda perché l’epilogo sarà il fallimento della società”.

“Vorremmo anche ricordare, visto che adesso il sindaco inizia ad ascoltare i consigli che gli provengono, che l’idea della società unica Lupiae-Sgm è una soluzione che può realmente risolvere i problemi occupazionali di tutti quanti i lavoratori riportando la pace sociale nella città”.

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