Giovedì, 23 Settembre 2021
Politica

Scontro Maniglio-Poli sulla centrale a biomasse

Il capogruppo dei Ds alla Regione risponde a muso duro al coordinatore regionale di An, che ha accusato l'amministrazione pugliese di essere responsabile di scelte verticistiche in tema ambientale

Antonio Maniglio-4

"La vocazione dell'onorevole Poli a litigare con tutti non si smentisce. Non si capisce, infatti, cosa c'entra la Regione Puglia sulla scelta politica, e sul conseguente procedimento amministrativo, di insediare a Lecce una centrale a biomasse". Secca la risposta di Antonio Maniglio ad Adriana Poli Bortone, che ieri, dopo aver dato persino ragione a due "avversari" quali Congedo (nel suo stesso schieramento) e Rotundo (nell'opposizione) sulla necessità di coinvolgere la cittadinanza nel dibattito sulla centrale che sorgerà nella zona industriale, ha accusato apertamente l'amministrazione regionale di "scelte verticistiche" (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=3876).

"E' stata proprio la sua amministrazione ad attivare e a partecipare alle conferenze di servizio che hanno dato via libera alla centrale", sottolinea il presidente dei Ds alla Regione. "Tanto è vero che ad oggi manca solo la firma della convenzione. Dov'era il sindaco quando si convocavano le conferenze di servizio?", si chiede Maniglio, riferendosi al precedente governo in mano proprio alla Poli. "E perché prima di dire sì alla centrale non si è convocato il consiglio comunale né, tanto meno, si è pensato di informare e coinvolgere la città? Da dove nasce questa folgorazione a scoppio ritardato?"

"Sia chiaro, i Ds sono favorevoli - a Lecce come a Collepasso- a incentivare le fonti energetiche alternative, perché questo ci consentirà di ridurre gli effetti inquinanti del carbone e la onerosa dipendenza dal petrolio. E ciò a maggior ragione nel Salento e in Puglia dove opera la centrale di Cerano che l'Unione Europea ha collocato tra le prime venti per quantità di anidride carbonica scaricata in aria", prosegue l'esponente dei Ds. "La scelta delle fonti alternative è il perno attorno a cui ruota il piano energetico e ambientale regionale (Pear). Un piano, vorremmo ricordare al vicesindaco di Lecce, che il centrodestra e An, che nella scorsa legislatura dirigevano gli assessorati all'energia e all'ambiente, non è stato capace di scrivere, e che oggi -al contrario- ognuno può leggere consultando il bollettino ufficiale della Regione".

"Torniamo alla centrale di biomasse. Ciò che non ha fatto la Poli, un percorso trasparente, democratico, partecipato del consiglio comunale e dei cittadini, deve diventare la scelta di oggi. E in questo percorso aperto i Ds - conclude - contribuiranno con le loro proposte costruttive finalizzate al bene della città."

Intanto il consigliere regionale Saverio Congedo fa notare "i contorcimenti di Maniglio con i quali egli prende le distanze dal suo compagno Rotundo, e la strana logica per la quale quel che vale ad esempio a Brindisi - ossia la necessità di coinvolgere la popolazione in scelte di grande rilevanza ambientale - non deve valere invece a Lecce, anche quando questo coinvolgimento è richiesto concordemente da entrambe le coalizioni. Per quanto concerne invece il Piano energetico regionale che egli sbandiera (redatto dalle Università pugliesi nella passata legislatura), devo ricordare al Collega Maniglio che esso non è ancora operante, anche perché pubblicamente e duramente criticato dal suo stesso Gruppo, credo nella sua stessa persona."

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Scontro Maniglio-Poli sulla centrale a biomasse

LeccePrima è in caricamento