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Scontro politico sulla villa comunale. Avviata la consultazione popolare

L'amministrazione presenta un progetto da 200mila euro per la riqualificazione dell'area, ma l'opposizione critica i costi, ritenendo inopportuni spesa ed indebitamento. Caroppo predispone un sondaggio ed una raccolta firme

MINERVINO DI LECCE - È scontro politico a Minervino sul futuro della villa comunale. In sede di consiglio, la maggioranza, guidata da Ettore Caroppo, aveva presentato un progetto di riqualificazione dell’area con circa 200mila euro di intervento, criticato dall’opposizione. L’opera era, comunque sia, stata approvata nell’assise, ma le polemiche erano proseguite nel corso di un’assemblea pubblica del 18 maggio scorso, dove il progetto è stato presentato alla cittadinanza dall’architetto Valeria Giannetta e dal geometra Valerio Risolo, tecnici incaricati per la redazione del progetto di riqualificazione.

In quella occasione, il gruppo di minoranza aveva espresso la propria contrarietà al costo dell’opera pubblica, che prevede la realizzazione di una nuova pavimentazione, di nuovi spazi attrezzati per i bambini e la realizzazione di un nuovo chiosco adeguato e confacente ai requisiti di legge: dall’opposizione, infatti, si è sottolineato come, in tempi di crisi, il ricorso alla Cassa Depositi e Prestiti per una cifra di quella portata fosse inopportuno e che sarebbero bastati interventi da 50 mila euro per la villa comunale.

L’amministrazione ha così deciso di predisporre una raccolta firme pro o contro il progetto e con un sondaggio sul sito internet del Comune, nei quali si chiede di scegliere quali delle due proposte risulti più gradita: obiettivo dichiarato è arrivare almeno a quota cinquecento firme. L’opposizione, dal canto suo, si affida ad un manifesto pubblico, in cui parla apertamente di “buffonate del sindaco” e chiede una “vera” consultazione sulle proposte in campo.

Il gruppo di minoranza, infatti, ritiene che in questo periodo sia più opportuno procedere con una “buona manutenzione, mantenendo tutti gli alberi ormai cresciuti, ampliando il vecchio chiosco con i servizi che occorrono e ripristinando i cordoli e la vecchia pavimentazione con l’abbattimento delle barriere architettoniche”.

Del resto, lo stesso degrado dell’area sarebbe imputabile all’azione del governo cittadino che, in otto anni, non ha mai realizzato interventi di manutenzione “nonostante – precisano - il vecchio gestore del chiosco pagasse una retta annuale di affitto”.

Il sindaco fa sapere che, qualora dovesse risultare vincente la proposta dell’opposizione, darà incarico alla stessa, affinché fornisca ai tecnici le direttive per l’intervento a costo ridotto.

 

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