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Scoppia la grana sull'approvazione del Bilancio. E si va dritti al Tar

I consiglieri comunali Luigi Carrozzo e Alfonso Capraro imputano atti illegittimi per ovviare alla mancata deliberazione entro i termini di legge

Una veduta di Castro.

CASTRO – Nella Perla del Salento scoppia un caso sul Bilancio di previsione 2015, scaturito da interpretazioni distinte del regolamento comunale. E ora i consiglieri Luigi Carrozzo e Alfonso Capraro di “Impegno comune per Castro” hanno deciso di portare le carte davanti al Tar di Lecce. Le deliberazioni con cui si è arrivati all’approvazione, sostengono, sarebbero illegittime. I ricorsi sono stati presentati venerdì scorso e resi noti in queste ore al pubblico.

La vicenda è lunga e tortuosa. Sono gli stessi Carrozzo e Capraro a illustrare l’iter. Tutto ha avuto origine quando il prefetto Claudio Palomba, il 17 agosto scorso, ha diffidato il Comune ad approvare il bilancio entro il 2 settembre del 2015, non essendo arrivati all’atto entro il 30 luglio, come da prescrizioni. Il rischio, qualora non si fosse giunti all’approvazione entro l’ultimo termine fissato, quello dello scioglimento del Consiglio comunale con la nomina di un commissario.

Il Bilancio è stato approvato il 31 agosto, con la delibera numero 32. Ma, secondo i contestatori, l’atto non sarebbe valido. “Erano presenti solo tre consiglieri – spiegano -, mentre il regolamento comunale, all’articolo 42, stabilisce che per la validità delle sedute sono necessari almeno quattro consiglieri”.

Finita l’estate e arrivati alle soglie di Natale, il 23 dicembre il gruppo “Impegno comune per Castro” ha  proposto un ricorso straordinario al capo dello Stato per l'annullamento, previa sospensiva, della delibera. Il 29 è arrivata la convocazione del Consiglio comunale in seduta straordinaria e d’urgenza. “Nel tentativo di sanare l’illegittimità della seduta del 31 – spiegano i consiglieri Carrozzo e Capraro -, il Consiglio comunale ha adottato delle deliberazioni”.

Sotto la lente vi sono “la numero 53 avente ad oggetto ‘art. 21 nonies, c. 2, della L. 241/90 — Convalida di deliberazioni’, con cui si è deliberata la convalida del bilancio approvato il 31 agosto e gli altri atti deliberati nella stessa seduta”.

E ancora: “La deliberazione numero 54 avente ad oggetto “art. 42 del regolamento di funzionamento del Consiglio Comunale del Comune di Castro approvato con deliberazione di C.C. n. 6 del19.03.2002 — Interpretazione autentica”, con cui il Consiglio comunale ha deliberato una sua interpretazione autentica dell’articolo 42 del regolamento”. Vale a dire, come espresso a suo tempo in un manifesto affisso dentro il paese, asserendo che "le delibere sarbbero valide anche con la presenza di tre consiglieri". 

Ed è questo il nodo della vicenda, in quel “sua”: per la minoranza, un tentativo di salvare il salvabile sul quale ora attende che si esprimano i giudici amministrativi, avendo nel frattempo avvisato il prefetto.

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