Giovedì, 5 Agosto 2021
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L'Ance tuona: "Appalto lavori per la materna, bando del tutto illegittimo"

Giampiero Rizzo, neo eletto presidente degli edili di Confindustria smonta completamente il bando di gara per il rifacimento della scuola approntato dal Comune di Scorrano. "Diversi i profili d'illegittimità, si limita fortemente il numero di partecipanti". Lettera anche al prefetto

SCORRANO – Termini di ricezione delle offerte, individuazione della categoria scorporabile, subappalto e condizioni minime di partecipazione. Sono ben quattro i punti che, a detta di Giampiero Rizzo, neo eletto presidente di Ance Lecce, l’associazione dei costruttori edili che fanno capo a Confindustria, presenterebbero profili illegittimi nel bando di gara per la riqualificazione e la messa in sicurezza della scuola elementare e materna di Scorrano. Si tratta di un appalto per un importo di oltre 380mila euro.

Ad esempio, si indica il 19 febbraio 2014 come termine ultimo per la presentazione delle offerte, ad appena quindici giorni dalla pubblicazione del bando (4 febbraio), invece dei ventisei minimi previsti dal Codice dei contratti pubblici. O, ancora, in merito alla documentazione tecnica da fornire, le ditte – pena l’esclusione – devono presentare, oltre all’attestato Soa (la certificazione obbligatoria per la partecipazione a gare d’appalto per lavori pubblici), anche il riconoscimento dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas come società di servizi Esco (Energy service company). Una richiesta, quest’ultima, per Rizzo del tutto incoerente rispetto all’oggetto dell’appalto e che ha come unico effetto quello di limitare notevolmente il numero di potenziali partecipanti.

“Il Comune di Scorrano ha pubblicato il bando di gara per la riqualificazione e messa in sicurezza della scuola materna, la cui scrittura sarebbe motivo di bocciatura all’esame di legislazione degli appalti pubblici per chi l’ha redatto”, dice con tono decisamente polemico il presidente di Ance. Che rincara la dose: “Vi sono evidenti profili d’illegittimità, sia sul piano procedurale sia su quello dei requisiti richiesti”.

Ad esempio, Rizzo fa riferimento al fatto che “arbitrariamente viene ridotto il termine per la ricezione delle offerte previsto dalla legge, non assicurando così un serio svolgimento della gara, basato sull’effettiva conoscenza da parte dei concorrenti, degli elementi che influiscono sulla determinazione di offerte congrue e serie”.

Il bando, al presidente dell’Ance, desta preoccupazione anche perché “i requisiti di qualificazione per concorrere alla gara sono palesemente illegittimi, diventando inibitori alla partecipazione della tante imprese del territorio qualificate per fare i lavori oggetto del bando. Le imprese non devono rivendicare, attraverso costosi ricorsi al Tar – rimarca -, il proprio diritto a concorrere alle possibilità di lavorare. Pratiche illegittime vanno segnalate e, in contraddittorio, vanno esplicitati gli argomenti”.

Per questo motivo, Rizzo ha scritto al responsabile unico del procedimento del Comune, l’architetto Arturo Antonio Contaldo, al sindaco di Scorrano, Antonio Costantino Mariano, e al prefetto Giuliana Perrotta

(qui la nota completa)

“Abbiamo fatto avere una nota demolitoria, in linea di legge e non d’interpretazione, del bando stesso. Revocare il bando – conclude Rizzo - è una scelta obbligata per il Comune di Scorrano”.

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