Domenica, 16 Maggio 2021
Politica

Scritte sui muri del centro e delle periferie, pronto un piano di intervento

L'assessore all'Ambiente annuncia la pulizia dei muri degli edifici di proprietà comunale, incluso il complesso degli ex Agostiniani

La scritta sul muro degli Agostiniani.

LECCE – L’amministrazione comunale ha preparato un piano di intervento per l’eliminazione delle scritte dagli edifici di proprietà del Comune di Lecce. Entro la prossima settimana sarà conclusa la ricognizione in atto che include già lo slogan No Tap impresso con lo spray sul muro dell’ex convento degli Agostiniani inneggiante alla liberazione dell’attivista arrestato l’11 aprile a Melendugno.

Ci metteremo quanto prima all'opera – ha scritto l’assessore all’Ambiente, Carlo Mignone - per rimuovere la scritta apparsa durante la notte scorsa sul muro esterno del complesso degli Agostiniani. Un atto che, come molti altri che registriamo quotidianamente in giro per la città, al di là del contenuto manifesta mancanza di senso civico e di attenzione per lo spazio pubblico. Stiamo per avviare un progetto grazie al quale ripuliremo i palazzi comunali, dal centro alle periferie, dalle scritte, riportando così decoro e ristabilendo il rispetto che si deve a luoghi che sono beni comuni, di cui tutti dobbiamo responsabilmente avere cura. La prossima settimana concluderemo il censimento di queste scritte nel quale includeremo anche questa che contiamo di ripristinare al più presto”.

L’amministrazione comunale leccese, subito dopo la manifestazione No Tap del 16 marzo scorso, ha provveduto a sue spese alla cancellazione di alcune scritte realizzate sulla parte laterale dei Teatro Apollo, in via Trinchese, declinando al contempo l’offerta di Tap che avrebbe voluto farsi economicamente carico dell’intervento.

Sull'atto vandalico relativo all'ex convento è interventuo l'ex sindaco e attuale consigliere di minoranza, Paolo Perrone: “È fuori da ogni logica che chi si batte per difendere il territorio, chi pretende che non venga deturpato, chi fa una battaglia di principio come l’opposizione al gasdotto nel Salento, poi si renda autore di un atto così, una scritta imbrattante sul muro di un bene storico. Nello specifico, un immobile prezioso e bellissimo come l’ex convento degli agostiniani, peraltro restaurato e restituito alla collettività di recente. Gli atti vandalici non sono contemplati nel diritto a manifestare, né compresi nella facoltà di esprimere solidarietà a Saverio, l’attivista arrestato nei giorni scorsi per i disordini al cantiere. Si può protestare, ma in questo modo è insopportabile. E anche stupido”.

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